Traduttore

I miei blogs personali :

ENTRA NEL MIO SITO WWW.ARTECARLA.IT
-------------------
Ciao e benvenuti.
Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
..e per ora mi fermo qui con un caloroso saluto a tutti quanti. Contattatemi come e quando volete: carla_colombo@libero.it

Buona arte a tutti!

DESIDERI una recensione alla tua arte timbrata e firmata?

DESIDERI una recensione alla tua arte  timbrata e firmata?
SE DESIDERI UNA RECENSIONE SULLA TUA ARTE, contattami: carla_colombo@libero.it

sabato 16 ottobre 2010

I° GALLERIA : DIPINTI SU TELA


desidero rammentare:

A tutti coloro
che lasceranno uno scritto-commento
 SILVIA DI DOMENICO
Omaggerà con UN SUO LAVORO ARTISTICO
con modalità di assegnazione che la stessa Silvia deciderà a fine personale on-line







Con questa prima carellata di

OPERE ad olio o acrilico eseguite su tela,

da subito Vi renderete conto di come la pittura di Silvia sia "singolare" e particolarmente "personale".
ed io,  la definisco "onirica-metafisica" poichè la  ritengo un mix di sogno e di apparente fisica della realtà. al di là dei nostri sensi.
Se poi, ci si sofferma e  la si approfondisce notiamo delle  espressioni tipicamente  di pittura  naif....con un comune  denominatore "il sole"...la luce...
Una miscela secondo me ben idealizzata, studiata (forse ragionata anche) , voluta e quindi  concretizzata in queste splendide ed accattivanti visioni :

(mi scuso se ho dovuto necessariamente scegliere tra le tante immagini per rientrare nel numero max delle immagini da proporre,  per ovvi motivi di correttezza con tutti gli altri artisti qui proposti. Spero che Silvia non me ne voglia :-)






2010 - Il sogno -  acrilico 40x50











2010 -  Luci soffuse - acrilico su cartoncino a grana grossa  30x40








2009 -  il molo  -  acrilico  30x40











2009 - il ponte - acrilico 30x40










2008 -  la valle - acrilico 20x21









2009 - oltre la collina - olio-acrilico 50X70










2009 -   malinconia - acrilico 30x40










2009 - serenita - acrilico 35x50










2009 - la sera dei colori - acrilico 30x40




----------

Un approccio diverso alla tela :




2009 -  a tutto tondo - acrilico 16x36
libera interpretazione di Portofino...

-----------





2008 -  il tramonto - acrilico 30X40



alla prossima .....




venerdì 15 ottobre 2010

LA SINGOLARE E PERSONALE PITTURA DI SILVIA DI DOMENICO



E' con immenso piacere che presento a tutti Voi :

la pittrice
SILVIA DI DOMENICO
di GENOVA

che tra l'altro in questo ultimo periodo ho avuto modo di conoscere più approfonditamente.
La Sua conoscenza (virtuale) mi ha portata a rendere omaggio ancora di più ai suoi dipinti che nascono  da una spontaneità e attenzione di animo non indifferente.
Silvia denota una grande voglia di fare "arte", ma che spesso, essendo troppo scrupolosa con se stessa, appare  titubante nel presentare le Sue opere, cosa che invece, secondo me, dovrebbe proporre senza troppi timori.
Io penso che con l'uniltà di sempre e, penso necessaria in questa Società di "grandi ego",  ognuno può proporre la propria passione e poi sarà  il fruitore ad apprezzare o meno, a secondo del proprio gusto e piacere, tramite le emozioni che il dipinto stesso sa trasmettere .
Penso che Silvia, con le Sue tante perplessità che ora sta pian pian abbandonando,  si stia finalmente affacciando in questo mondo...infatti   si sta proponendo al grande pubblico dell'web tramite il Suo sito che cura personalmente.
Sono altresì sicura che presto la vedremo in qualche mostra reale e non solo virtuale... è un augurio che le esprimo con tutto il mio cuore.  
Lascio ora che lo scritto stilato direttamente da Silvia, Vi possa presentare  chi è Silvia e conoscere meglio la sua pittura  .



ECCOVI  DUNQUE

SILVIA DI DOMENICO
DI
GENOVA 




Mi presento: Silvia Di Domenico…nasco a Genova, città in cui tuttora risiedo………..tutto qui.


Non ho da presentarVi meriti ottenuti a seguito di partecipazioni a mostre o quant’altro, tantomeno vanto studi artistici o tecniche particolari di esecuzione. Ho intrapreso il mio percorso pittorico da completa autodidatta. La mia fu, in un certo senso, una sfida con me stessa, grande orgoglio personale, …volevo appendere alle pareti di casa qualcosa che non fosse solo il frutto di un acquisto, ma qualcosa realizzato da me (anche se fino ad allora le uniche cose che avevo dipinto erano semplici t-shirt e tessuti atti al confezionamento di complementi per l’arredo). Nacque a seguito di questo ardire il mio Primo quadro, per eseguire il quale sfruttai l’immagine di un depliant che non mancai di personalizzare e di sostituire i colori originali con quelli che prediligevo. Incorniciai ed appesi il N°1.
(autoritratto di Silvia)

--------------


IL MIO PRIMO QUADRO

(1998 - Colori della Costarica - acrilico su tela 80x120)

Il mio dipingere era appena iniziato ma il risultato ed i consensi furono tali che continuai a farlo… e non solo per me.
Proseguii questo cammino interrotto qua e la da ciò che sono gli avvenimenti del quotidiano, fino a ripropormi più assiduamente,
cimentandomi in soggetti diversi, su qualsiasi materiale mi capitasse, carta, cartoncino, ardesia, tela, mdf …ogni momento mi suggeriva il tema del mio nuovo pensiero a colori. Diedi così vita a qualcosa di esclusivamente mio e fui gratificata dal riscontro che ne ebbi, da quanti apprezzarono.
Pochi mesi or sono, sollecitata da chi riteneva “un peccato” ch’io volessi tenere tutto limitato ad uno stretto giro di conoscenze e successivi “passaparola”, decisi, con la creazione di un sito, di affrontare un pubblico più numeroso, il grande pubblico web, abbandonando la riservatezza ed esponendo parte di quanto avevo realizzato fino ad allora e quanto via via realizzo.

A seguito del mio girovagare nel web ebbi modo di “incontrare “ l’iniziativa della pittrice Carla Colombo, AA:CERCASI.
Pensai che avrei potuto propormi, ma non sapevo se io, sconosciutissima e senza titolo, avrei avuto l’opportunità di accedere al Suo spazio, emblema del mondo artistico.
Avrei partecipato volentieri. Entrai in “pantofole di velluto” in questo Salone dell’Arte, creato e vissuto da una Artista pluripremiata, un palcoscenico di tutte le arti, frequentato da Artisti di ogni genere e categoria.
Le scrissi ed attesi, preventivando anche un no. Invece molto carinamente Carla Colombo mi accolse ed il ritratto che a prescindere dall’eventuale risposta avevo eseguito e Le avevo postato via mail, fu in un attimo sul blog. Ricordo ancora il mio stupore quando lessi la Sua mail di risposta, mi scrisse:
”E’ già tutto pubblicato vada a vedere qui e qui… e mi faccia sapere…” Tutto così veloce, velocissimo...ed io che credevo di essere in una selezione...

A seguito dell’iniziativa su descritta, oggi sono qui, ad occupare queste pagine, in una mostra virtuale, opportunità offertami da Carla alla quale rinnovo la mia gratitudine, per proporVi qualcosa che mi auguro Vi sia gradito e susciti in Voi la voglia di esporre il Vostro pensiero, la vostra critica, che è quel che conta per me, poiché reputo questo percorso un” periodo dipinto” non per dimostrare, ma da mostrare a quanti, solo se lo riterranno degno di merito, vorranno commentarlo.
Grazie sin d’ora a tutti coloro che spenderanno parte del loro tempo per regalarmi le loro impressioni che, comunque vada, saranno accettate di buon grado: dipingerò quelle positive con i colori della soddisfazione, e quelle negative…diventeranno schizzi a matita di una ennesima sfida con me stessa, cancellabili con una “gomma” speciale: l’incentivo di vincerla migliorando e migliorando ancora… e la sfida continua…Buona visione!!!!

Silvia Di Domenico



 IL RITRATTO CHE SILVIA
MI MANDO'  "A SORPRESA"






olio+acrilico su tela
dim. cm. 36 X 50
di Silvia Di Domenico di Genova






ed ancora..........SCRIVE SILVIA


Le matite di Carla nacquero successivamente a seguito di un piacevole malinteso che si creò via mail, le scrissi infatti in una” conversazione” virtuale” che il Suo ritratto era solo il 3° della serie. Io intendevo della serie di ritratti che fino ad allora avevo eseguito, Lei crebbe che ne avessi realizzati altri a Lei.
Quindi, quasi per gioco, presi qualche foglio di carta e realizzai altri tre “ritratti”, meglio definibili schizzi, servendomi della stessa foto e di un’altra che avevo visto sul Suo blog, non mi preoccupai di “ricamarli”.Li pubblicai sul mio sito e le scrissi di andare a vedere, dicendoLe che avevo cercato di ovviare al malinteso.
Andò nel sito e in un attimo seppi che anche le matite, erano nel Suo blog, assieme al ritratto.
Confesso che ormai conoscevo i tratti del viso di Carla, ma non certo il Suo agire ovviamente..….Beh, queste Sue esternazioni e questo Suo modo di elogiare comunque anche quelle matite…nate per gioco…ed in tutta fretta senza cura alcuna, mi facevano conoscere a fondo la Sua infinita disponibilità, il Suo rendere merito continuo, anche per “disegni” non così degni di attenzione.





























----------------

Qualche mese fa ho coinvolto Silvia, come altre brave artiste di vari blog a partecipare agli eventi di mail art....Silvia entusiasta si è resa  subito disponibile, mandando a me ma ad anche altre artiste mail art con la sua espressione artistica.




 Appassionatamente - acrilico  - ricevuta il 25 gosto 2010






Dimmi dove vai - acrilico -  ricevuta il  25 agosto 2010

-------------



per ora mi fermo qui...ma Vi aspetto...alla prossima,
senza prima COMUNICARVI
CHE GENTILMENTE SILVIA
METTERA' A DISPOSIZIONE PER QUALCUNA/O DI VOI
UN SUO LAVORO ARTISTICO

E SARA'  ASSEGNATO CON LE MODALITA' CHE LA STESSA SILVIA SCEGLIERA'A FINE PERSONALE ON-LINE



CIAOOOOO a tutti



domenica 26 settembre 2010

La leggiadrìa poetica di Carla Castellani ed il SUO COMMIATO


SCRIVE CARLA CASTELLANI :

""" Giunta al termine di questa bellissima esperienza, desidero esternare gratitudine profonda a tutti coloro che hanno sfogliato queste mie pagine: sia a coloro che l'hanno fatto restando in silenzio, sia a tutti coloro che l'hanno fatto offrendomi poi il dono prezioso dei loro commenti, qui o altrove.
Un dono di cui sono profondamente riconoscente e che conserverò gelosamente fra le cose a me più care, insieme al ricordo di questa inconsueta ed esaltante esperienza.
Un'esperienza che mai avrei potuto immaginare così coinvolgente e feconda di emozioni e gratificazioni, e per la quale devo un grazie immenso alla sua ideatrice ed organizzatrice Carla Colombo, che desidero qui ringraziare, anche e soprattutto, per le belle parole che in questa vetrina ha dedicato alla mia persona e alle mie "opere".

Avrei desiderato poter offrire l'omaggio previsto, a ciascuno di coloro che esternando le loro emozioni mi hanno arricchita di emozioni. Purtroppo l'esiguo numero di copie rimaste in mio possesso, mi costringe ad effettuare una scelta che, fin dall'inizio ho deciso di lasciare alla sorte e il cui criterio verrà palesato da Carla Colombo a chiusura della mia personale."""
..............................................


ALT.....E QUI....ASPETTIAMO LA CONCLUSIONE DELLA PERSONALE ON-LINE!!!
--------------------

30 SETTEMBRE 2010
rullo di tamburo :

Krilu' ha deciso

"...Regalo due copie del suo volume al lettore - lettrice che ha lasciato il maggior numero di commenti tra le pagine di questa mia personale :
Le vincitrici  dunque sono :


1) Rita B.  con 8 COMMENTI


2) Sandra Maccaferri con 6 COMMENTI




--------
 
COMPLIMENTONIIIII MARIARITA - E SANDRA.......!!!!

 
Invito dunque Sandra  a comunciarmi il proprio indirizzo via mail affinchè possa farlo pervenire direttamente a Krilu', mentre per Mariarita non ci sono problemi, perchè sono già in possesso del suo recapito postale.


Tengo a precisare che mi è possibile comunicare già sin d'ora  i nomi dell vincitrici, poichè i nominativi che seguono in gradutaria, distano due punti,quindi non farebbe comunque in tempo a superare le primi in classifica. 
grazie a tutti.
Carla C.



-------------
Non ho la pretesa di ergermi a scrivere dell'arte poetica di Carla Castellani, non ho né il ruolo né le capacità letterarie per farlo, quindi non scriverò di metrica o di quant'altro necessario per una valida poesia.In queste poche righe desidero  manifestare e scrivere dei miei pensieri  e lo farò semplicemente, con il mezzo che mi è più congeniale...il cuore.


LA LEGGIADRIA POETICA DI CARLA CASTELLANI

---
Lo scrivere in racconti e poesia  di Carla Castellani è  uno "spolverare" di  rimembranze nelle quali l'anima del lettore ne resta piacevolmente coinvolto.
Le parole semplici  sussurrate ed amate vengono espresse in  musicalità, in una  melodia dello scrivere che ti entra "dentro", quella che ti riscalda il cuore e che in fondo ti fa rivivere attimi che probabilmente noi tutti abbiamo vissuto.
Nessuna sbavatura, nessuna stonare nella linearità del Suo scrivere!
Le parole scorrono leggiadre su un rigo musicale a volte ingiallito dal tempo e qualunque argomento Carla  affronti la musica è sempre la stessa; dolce e melodiosa anche se il tema a volte proposto non corrisponde al prototipo di serenità e del dolce sentire.  
Il pensiero e la realtà spesso si incontrano. Il cuore e l'anima è un tutt'uno.
Carla Castellani col Suo scrivere regala  merletti e ricami  di versi, sottili percezioni misceltate ad  emozioni che percorrono  sempre un linguaggio poetico dai toni dolci e sussurrati,  come un leggero cadere di fiocchi di neve su aperta campagna...e la  Sua poesia, i Suoi racconti diventano "soffici" e "palpabili".
Un raccontare dunque  con forma lessicale di grande efficacia che delinea uno stile  altamente agile e sicuro e le parole riposte e poi riprese  nel cassetto del tempo diventano sospiri,  ricordi,  dediche particolarmente sentite ad affetti custoditi nel cuore, come raggi  di un sole che illumina l'orizzonte, una voce dai toni delicati, un canto di ritornello evocato  nel tempo.
A mio modesto parere  il grande pregio di Carla è quello di rendere una lirica avvicinabile a chiunque voglia conoscere il suo scrivere, poichè è  sempre colma  di immagini pulite, nitide,  in un susseguirsi  di sensazione, di emozioni  che puntano senza interferenze e raggiri alla  rappresentazione del più puro sentimento.

Carla Colombo
25 settembre 2010

----------


GRAZIE CARLA (KRILU')

PER AVERMI , PER AVERCI REGALATO
ATTIMI COSI' PARTICOLAMENTE  UNTIMI
NELLE PAGINE SILENTI DI QUESTO SPAZIO VIRTUALI.  



giovedì 23 settembre 2010

UNA NUOVA PAGINA....UN' ALTRA CARLA CASTELLANI

Spesso mi trovo a sostenere che coloro che si nutrono di arte sia pittorica, letteraria o altro, di solito manifestano altri interessi  dove le capacità manuali vengono coinvolte con il conseguente risultato ottimale.

La nostra Carla Castellani,protagonista di questa vetrina, non smentisce questa mia certezza.

Come lei stessa scrive qui sotto, è  incuriosita da tanti altri piacevoli "passatempi" (così li definisce)...Personalmente penso  che siano delle vere forme artistiche che devono senz'altro essere considerate.


Così scrive Carla Castellani  :

Le cose che nel tempo mi hanno attratta, incuriosita, affascinata, sono davvero tante, forse troppe perché io mi ci possa dedicare come meriterebbero.
Vivendo nella città del mosaico, come potevo non essere attratta da questa particolare forma d´arte?
Non mi riferisco al mosaico che va adesso di moda, ottenuto con tessere pre-tagliate in modo regolare e attaccate con la colla. Intendo il mosaico vero, quello realizzato montando con metodo diretto o indiretto le tessere ricavate a mano da pezzi di marmo o di pasta vitrea con martellina e taglierina (rischiando magari qualche martellata sulle dita...).

Ho desiderato per anni di impararne la tecnica e finalmente, cessata l'attività lavorativa, ho trovato il tempo di frequentare dei corsi, grazie ai quali ho potuto realizzare copie di mosaici antichi ed anche mosaici moderni su mio progetto.







CIELO E MARE







COLOMBO






Adoro anche realizzare composizioni floreali, utilizzando materiale fresco, secco, sintetico o pressato.








Un hobby molto gratificante, che metto in pratica soprattutto nel periodo natalizio, per adornare la mia casa o fare un regalino a qualcuno.








Non voglio certo spacciarmi per fotografa, ma poichè ritengo che la fotografia sia l´unico modo che l´uomo possiede per fermare l´attimo fuggente, per anni mi sono divertita a fissare i momenti indimenticabili dell´infanzia e dell´adolescenza dei miei figli.

Ora che i miei soggetti preferiti non sono più disponibili a lasciarsi immortalare, ho spostato la mia attenzione su altri soggetti, in particolare su piante e fiori, abbinando così questo hobby alla mia passione per la botanica.



































Non male vero?
--------
E con questa ultima pagina HO TERMINATO  l'inserimento di opere letterarie di Krilu' e alcuni immagini dei suoi  "come li definisce" passatempi.

La prossima pagina chiuderà definitivamente la presente personale on-line che sarà comunque in evidenza fino al 30 settembre, ma resterà in elenco a sinistra del blog e quindi visibile in qualsiasi momento (come per tutte le altre personali qui inserite)

La prossima pagina sarà dedicata al commiato  finale ed alla proclamazione dei  lettori che si aggiudicheranno il volume di Carla
LA LINGUA CHE CI ACCADE.

grazie ed alla prossima.....a giorni

mercoledì 22 settembre 2010

..ED ANCORA : RACCONTI



Continuo con gli scritti di Carla Castellani proponendoVi  altri due racconti, che per la verità la stessa Carla aveva timore di proporre data la lunghezza degli stessi.
Sappiamo che nel virtuale tutto è veloce, d'impatto...ma...voglio ancora una volta sfidare questo detto ...e richiedo ancora  la Vostra attenzione per questi due racconti, perchè penso che Vi possano coinvolgere leggendo riga dopo riga...


IL MELO

Il melo, addossato alla recinzione dell'orto, allungava i suoi rami sull'angolo meno calpestato del cortile dove l'erba, libera di crescere, formava un verde tappeto.
Sedute a terra, sotto la sua ombra, stavano due bimbe. Era quello il loro luogo preferito e, da sempre, il melo aveva assistito ai loro giochi, alle piccole baruffe, alle subitanee riappacificazioni.
Quell'amicizia, nata e cresciuta con loro, le legava di un vincolo fraterno e - ne erano certe -indissolubile.

La più giovane, leggermente più alta della sua compagna, aveva morbidi capelli castani e grandi occhi tristi, di cerbiatta spaurita. L'altra bimba aveva riccioli ribelli, di un caldo colore dorato, e occhi ridenti illuminavano la sua espressione sbarazzina.
Troppo piccole per frequentare la scuola, condividevano giochi, infanzia e mentine di zucchero, mentre il melo, come un benefico nume tutelare, presiedeva le loro giornate.
Vestito in primavera di tenui fiori bianco-rosati, vedeva arrivare le sue piccole amiche ebbre di voglia di correre e rotolarsi nell'erba, dopo la forzata segregazione invernale, e le salutava con una pioggia di petali bianchi.

Indossava poi un verde manto, lucido e scuro, fra cui occhieggiavano i grossi pomi avviati a maturazione, ed accoglieva dell'abbraccio della sua ombra le due bimbe accaldate e ansanti, che crollavano sull'erba, stanche di corse e di giochi, offrendo loro il refrigerio dei suoi frutti succosi, anche se ancora asprigni.
In autunno, dopo la raccolta delle mele che finivano accatastate in dispensa, si spogliava lentamente delle foglie ormai brune ed accartocciate, e si rattristava perché sapeva che i rigori dell'inverno l'avrebbero privato della quotidiana presenza delle sue piccole amiche. Fino al ritorno della primavera non sarebbe stata più la sua ombra, ma il calore delle grosse stufe a legna delle rispettive cucine, ad accogliere i giochi delle due bimbe.

La stagione fredda lo trovava con i rami nudi, inutilmente protesi a proteggere la magra erba invernale, e lo adornava di un prezioso abito di brina. Ora il melo riceveva solo qualche fuggevole visita dalle sue protette che, con le ginocchia e le guance arrossate e rese ruvide dal freddo, si affacciavano frettolose alla recinzione che separava i loro cortili, per confidarsi urgenti segreti.
Le stagioni si susseguivano ed il tempo passava anche per le due bimbe, che ora andavano a scuola. Il melo le vedeva passare la mattina presto col grembiulino bianco e la cartella a tracolla e, nella bella stagione, aspettava con impazienza il pomeriggio quando, finiti i compiti lo avrebbero raggiunto per leggere o giocare sotto la sua chioma.
E ancora le stagioni si susseguivano e il tempo passava. Ora sotto il melo sedevano due adolescenti e le confidenze che sottovoce si scambiavano avevano per solo argomento i primi palpiti del cuore, le prime timide simpatie. Per le due amiche era già finito il tempo dei giochi e, non più bambine ma non ancora donne, non era loro permesso indulgere nell'ozio. Perciò, nei momenti che lo studio dell'una e il lavoro dell'altra lo consentivano, sedevano sotto il melo a ricamare, perché a quei tempi, in campagna, c'era l'uso che le ragazze iniziassero molto presto a prepararsi il corredo. Intente al loro ricamo, sognavano di un futuro roseo e felice. Il vecchio melo, muto custode di quei sogni, trepidava per loro, perché sapeva che la vita non mantiene mai ciò che sembra promettere nell'età lieve dell'adolescenza.
Con il passar del tempo non erano mutate le caratteristiche fisiche delle due ragazze: agile e flessuosa, la più giovane era ancora la più alta, e i lunghi capelli castani incorniciavano un visetto sottile dove navigavano grandi occhi nocciola. L'altra, piccola e minuta, conservava l'espressione gaia che fin dall'infanzia le illuminava il viso, ed era vivace e svelta come un fringuello. Con il tempo, l'oro dei suoi riccioli aveva preso un colore ancora più caldo, e le lunghe ciglia vellutate celavano profondi occhi scuri, dove guizzava sempre l'ombra di un sorriso. Sedevano sotto il melo e con abili dita facevano fiorire sul bianco della tela preziosi ricami, mentre i loro pensieri galoppavano sulle ali della fantasia. Di tanto in tanto alzavano lo sguardo dal lavoro per sbirciare di soppiatto i loro coetanei che, in bicicletta, passavano e ripassavano sulla strada polverosa, facendo acrobatiche evoluzioni e cercando, con qualche frizzo, di carpire la loro attenzione. Ricamavano e aspettavano fiduciose, che il tempo trasformasse in realtà i loro sogni. Nelle sere d'estate, stesa una vecchia coperta sull'erba umida di rugiada, mentre i grilli frinivano fino a stordirle, stavano supine a fissare il firmamento, nell'attenta ricerca di una stella cadente che permettesse loro di esprimere un desiderio. E sempre quelli erano i loro desideri: un futuro felice, un amore ricambiato. I loro coetanei, complice l'oscurità, che l'unica illuminazione era quella fornita dal cielo stellato, si avvicinavano cauti al cancello ma, persa la baldanza che li animava di giorno, stavano timidi a guardarle, senza parlare.
Nel piccolo paese, poche case raggruppate attorno ad una strada polverosa d'estate e fangosa d'inverno, non succedeva mai niente di nuovo: i giovani si sposavano, i bambini nascevano, i vecchi morivano, e le stagioni passavano, troppo lentamente per le due ragazze che aspettavano impazienti il loro futuro di donne.
E ancora una volta arrivò l'estate, improvvisamente. In pochi giorni il grano ancora verde divenne d'oro brunito e la schiera dei mietitori avanzò per i campi lasciandosi dietro stoppie brulle e mucchi di covoni. Sotto il melo, le due ragazze intente al loro eterno ricamo, vedevano passare a sera sulla strada polverosa i mietitori sudati e stanchi che tornavano dal lavoro.
Passò anche luglio, mentre l'aria portava fino a loro il profumo, caldo di sole, del fieno appena tagliato.

Poi arrivò agosto. Solo la più giovane delle due ragazze sedette un giorno sotto il melo, il lavoro abbandonato in grembo, gli occhi persi nel vuoto ad inseguire chissà quali pensieri. La ragazza taceva e il melo non capiva perché una delle sue inseparabili amiche lo avesse ad un tratto abbandonato.
La ragazza taceva e sospirava, di giorno in giorno più triste e, sul ricamo che teneva in grembo, strano… cadevano gocce di pioggia, anche se il cielo era sgombro di nubi.
Fu in un'assolata e afosa mattina di mezz'agosto che il vecchio melo comprese, e desiderò che un fulmine lo incenerisse, per non vedere, per non sapere. In una bara tutta bianca, per l'ultima volta passò sotto la sua ampia ombra, la piccola amica dai riccioli biondi e l'altra, la ragazza dagli occhi tristi, mai più volle sedere sotto il vecchio melo.

Certamente nessuno, nel piccolo paese, più ricorda il grande melo che stava un tempo nell'angolo dell'orto, né una giovinetta dai riccioli d'oro scuro e, dagli occhi ridenti, che seduta sotto la sua ombra, ricamava un inutile corredo, sognando l'amore. Ma c'è, ancora oggi, qualcuno che non ha dimenticato. Attorno a quelli che un tempo erano grandi occhi di cerbiatta spaurita ci sono ricami di rughe, fra i capelli castani fili d'argento e nella sua mente tante illusioni di meno, ma nel suo cuore c'è ancora tanto, tanto rimpianto e, intatti, i ricordi.

---------
immagini prelevate da Internet, libera scelta di C.Colombo 




E FU SUBITO AMORE

Un minuscolo villaggio alpino, mollemente adagiato sulle pendici della montagna; una ventina di case, non di più, tutte rigorosamente bianche, con i balconi di legno scuro traboccanti di gerani. C'era in atto una tacita gara, fra le signore del paese, a chi esibisse i gerani più belli e questa inconfessata ma palese concorrenza dava origine ad un tripudio di colori che sgorgavano da ogni davanzale, da ogni balcone.



foto di C.Colombo




foto di C.Colombo

foto di C.Colombo


Una chiesetta dal tetto spiovente con un aguzzo campanile e, davanti, in piccolo cimitero, che più che un cimitero sembrava un giardino(che del cimitero non dava il senso di tristezza), con le sue artistiche croci in ferro battuto disseminate fra aiuole fiorite, all'ombra di un imponente tiglio. La domenica, all'uscita dalla Messa, i paesani nei loro tipici costumi della festa, si attardavano davanti alla chiesa, fra le croci, a scambiare saluti e chiacchiere, come se fossero in una qualsiasi piazza di paese.
Di fronte alla chiesa un vecchio alberghetto ostentava la sua malandata insegna, inutilmente, giacché non ho mai visto fermarvisi alcun cliente.
Più frequentato era invece l'altro albergo, un antico maso, che si trovava sulla provinciale il cui proprietario era per metà albergatore e per metà agricoltore.
C'era anche la scuola, con sopra l'appartamento della maestra, una giovane e graziosa biondina.
Al limite del paese una stazioncina abbandonata guardava con le occhiaie vuote delle sue finestre dai vetri rotti, i treni che passavano veloci, senza più fermarsi. Alte erbacce avevano ormai invaso gli interstizi fra le vecchie pietre e i binari abbandonati, tranne quell'unico lucente binario rimasto in funzione, su cui sfrecciava veloce il treno rosso diretto a Dobbiaco e da lì, in Austria. Per i bambini del paese era un luogo incantato, dove andare a giocare di nascosto, immaginando di vivere chissà quali avventure.
Più avanti incominciava il bosco, dapprima un castagneto di alberi secolari, dai tronchi cavi e contorti, con uno spiazzo pianeggiante utilizzato come campo da calcio dai ragazzi del paese e, d'estate, per le feste campestri. Feste molto pittoresche, con i valligiani agghindati nei loro caratteristici costumi, dove si beveva birra, si mangiavano polli allo spiedo e wurstel arrostiti e si ballava, al suono della fisarmonica, saltellanti danze tirolesi.
Più oltre, dove cominciava il bosco di abete rosso e pino silvestre, una piccola cappella, dedicata a S.Sebastiano, costruita interamente dal prete, improvvisatosi muratore, imbianchino ed anche pittore d'immagini.
Proseguendo lungo la strada che, attraversando il bosco, si inerpicava a tornanti verso la cima della montagna, si giungeva ai vasti prati adibiti a pascolo e lassù una grande croce di pietra, corrosa dal tempo e variegata di licheni, ricordava ai posteri i soldati dell'imperatore d'Austria caduti in guerra, (perché un tempo questo era territorio austriaco). Sul fondo valle l'autostrada del Brennero stendeva il suo nastro d'asfalto su cui correvano minuscoli gli automezzi, senza che il loro rumore giungesse a turbare la quiete del piccolo paese, rotta soltanto dagli strilli gioiosi dei bimbi all'uscita dalla scuola e dal rintocco del campanile che scandiva le ore.
Di fronte la Plose, con le sue pendici boscose e la cima calva, costellata da impianti di risalita per sciatori.
Così mi apparve quel piccolo paese in Alto Adige, la prima volta che ci andai, verso la metà degli anni '70. Lo vidi e fu subito amore.
Per undici anni ci ho passato le vacanze, quelle estive, quelle invernali, quelle pasquali, e in ogni stagione questo minuscolo villaggio sapeva emanare un suo fascino particolare.
Sonnolento sotto il sole estivo, con il rosso dei gerani che sembrava incendiare le case; o ammantato di neve, con i lunghi ghiaccioli che impreziosivano i tetti spioventi creando fantastiche sculture di cristallo; o sommerso in primavera da una coltre gialla di tarassaco in fiore.
E, sempre, di notte, un'esplosione di stelle come non si riesce più a vedere sulle nostre città, offuscate dallo smog e dall'inquinamento luminoso.
In questo delizioso villaggio alpino ho lasciato il cuore, e anche dei cari amici, che di tanto in tanto torno a trovare.
Certo, ora il paese è più grande, i prati ricoperti di tarassaco hanno lasciato il posto a tante altre villette bianche con i balconi di legno traboccanti di gerani; c'è un altro piccolo albergo e accanto alla vecchia scuola c'è ora un nuovo edificio scolastico.
La stazioncina abbandonata è sempre più in rovina, ma esercita sempre lo stesso fascino sui bambini del paese che, sfidando i divieti continuano, come i bambini delle generazioni che li hanno preceduti, a scavalcare la recinzione per andare a vivere fantastiche storie fra le vecchie mura cadenti e i binari divelti e arrugginiti.

La chiesetta è stata ridipinta e nel piccolo cimitero c'è qualche croce in più, ma la domenica, all'uscita dalla Messa, i paesani continuano a scambiare saluti e chiacchiere davanti alla chiesa, fra le aiuole fiorite delle tombe.
L'albergo sulla provinciale è stato piacevolmente ristrutturato ed esibisce una invitante piscina ai margini del meleto; ora l'aspetto dell'albergo predomina su quello del vecchio maso, ma c'è sempre il biondo Herr Hermann che di sera siede nel bar con i suoi clienti a giocare a carte e bere birra, mentre Frau Emma, la sua bella moglie, serve gli avventori, nel suo tipico abito tirolese(ne ha uno di colore diverso per ogni giorno della settimana).
La Plose è sempre là, immutata e immutabile e, nelle notti serene, ancora si può vedere una profusione di stelle, pulsanti nel velluto blu cupo del cielo, che sembrano talmente vicine da poterle toccare.

---------

immagini prelevate dal sito di Carla Castellani, ad esclusione dei balconi fioriti (foto di C.Colombo) 





ALLA PROSSIMA con la penultima pagina..con un'altra Krilu'... e poi ...e poi.... la proclamazione dei vincitori del volume, con metodo scelto daKrilu'

LA LINGUA CHE CI ACCADE

GRAZIE A VOI TUTTI.