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Ciao e benvenuti.
Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
..e per ora mi fermo qui con un caloroso saluto a tutti quanti. Contattatemi come e quando volete: carla_colombo@libero.it

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venerdì 31 maggio 2013

Mario Bottega racconta i grandi del passato

AGGORNAMENTO - FEBBRAIO 2026 

In quasi trent’anni di attività e di costante ricerca artistica ho avuto modo di conoscere numerosi artisti. Oltre ai contatti locali, il mio percorso si è progressivamente ampliato su scala nazionale e internazionale, grazie soprattutto agli strumenti del mondo virtuale, ma anche a un’attitudine costante al confronto, alla condivisione e alla divulgazione, in un periodo precedente all’attuale diffusione dei social network.

Nei primi anni Duemila creai un blog personale, che divenne uno spazio autentico di dialogo culturale: una sorta di salotto virtuale in cui lo scambio di idee, pareri e riflessioni avveniva con tempi e profondità difficilmente replicabili oggi. In quel contesto ho instaurato relazioni umane e artistiche solide, fondate su confronto reale e duraturo. Tra queste, due figure si sono distinte e continuano a distinguersi per valore umano e artistico: Tiziano Scarpel e Mario Bottega, artisti che considero amici, pur non avendoli mai incontrati di persona.

Di entrambi nutro una stima profonda. La distanza geografica non ha mai intaccato il senso di vicinanza e di condivisione che ci lega, né il rispetto reciproco. È per me un onore custodirli nel mio percorso e sentirmi parte del loro cammino artistico.

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VIAGGIO NELL'ARTE DI MARIO BOTTEGA 

(IL MONDO ARTISTICO DI MARIO BOTTEGA, FRA RIPRODUZIONI E PRODUZIONE)

Circa un mese fa, Tiziano Scarpel mi contatta per comunicarmi il desiderio di farmi pervenire  il catalogo delle opere di Mario Bottega, suo “compare”, come lo chiama lo stesso Bottega, recentemente sviluppato in occasione della mostra personale dell’artista nella sala comunale del suo paese, Sernaglia della Battaglia (Tv) 
Bottega mi era stato presentato proprio da Scarpel e, come per lui, avevo già curato e sviluppato nel giugno   2013  una mostra personale  online sulla mia  la galleria LaVostraArte. 
Il volume, mi racconta Scarpel, raccoglie l’intero corpus delle opere esposte, ma non solo, essendo la produzione di Bottega molto ampia. 
L’entusiasmo con cui ho accolto la comunicazione proposta del dono è stato immediato: sapere di essere coinvolta per rendere omaggio alla pittura di Mario Bottega è per me motivo di autentica gratificazione. 

Dopo circa quindici giorni, il catalogo è arrivato: una scatola accuratamente sigillata anticipava già l’attenzione e il rispetto riservati al contenuto, ancora di più da parte mia leggendo le due lettere di accompagnamento dello stesso Bottega e della figlia Barbara. 
All’apertura, la sorpresa è stata notevole. Mi sono trovata di fronte ad un volume di alta qualità editoriale,  degno delle grandi pubblicazioni d’arte. La copertina, elegante e raffinata nel suo bordeaux intenso, introduce a un percorso visivo e concettuale di forte impatto. 



Sfogliando le pagine, emerge chiaramente la solidità della ricerca di Mario Bottega: un artista che conoscevo come raffinato interprete di riproduzioni dei grandi Maestri, ma la produzione nel catalogo si rivela sorprendentemente ampia, articolata e consapevole.
Pagina dopo pagina, le opere dialogano con i grandi Maestri, dal Quattrocento fino all’Ottocento, non come semplici esercizi di stile, ma come atti di studio profondo, di rispetto filologico e di rigorosa padronanza tecnica, capaci di restituire dignità e valore a una pratica spesso sottovalutata.
Bottega si definisce artista autodidatta e scrive che le riproduzioni non sono difficili da realizzare e che, con un po’ di esercizio, chiunque potrebbe  cimentarsi; il tempo e la pazienza sono, secondo lui,  gli elementi indispensabili. Personalmente, ritengo che ci sia molto di più. 
La pratica delle riproduzioni, troppo spesso relegata a mero esercizio tecnico, in Bottega trova dignità pienamente linguistica e culturale. Copiare, nel suo caso, non significa imitare: significa entrare in dialogo con il Maestro, attraversarne il pensiero, comprenderne la struttura formale e la visione del mondo. È un atto di studio profondo, di rispetto e di consapevolezza.
Il lavoro di Bottega recupera una pratica antica, sottraendola alla superficialità e restituendole pieno valore critico. Ogni sua opera si configura come un confronto diretto con il tempo, con la materia pittorica e con il pensiero dell’autore originario.
Nelle molteplici riproduzioni dei grandi Maestri: Leonardo, Raffaello, Botticelli, Giorgione Michelangelo fino a Caravaggio e poi Vermeer, Monet, Cézanne, Dumas, Van Gogh, Gauguin, Picasso e molti altri, non vi è mai la sterile ripetizione del segno, ma una rigorosa indagine sulla costruzione dell’immagine: il disegno come struttura portante, la luce come elemento narrativo, il colore come veicolo di equilibrio e tensione. 
Bottega dimostra una padronanza tecnica che non è fine a sé stessa, ma funzionale alla comprensione profonda dell’opera studiata.
La copia diventa così un “vestito su misura”, come un abito di sartoria accuratamente ritagliato nei minimi dettagli. 
Un’opera con autonomia propria, capace di raccontare l’originale, ma anche di catturare lo sguardo contemporaneo che la osserva. 
In questo senso, l’arte di Mario Bottega si colloca in una dimensione sospesa tra fedeltà e interpretazione, dove il rispetto della rappresentazione convive con una sensibilità personale matura e riconoscibile. È in questa sottile tensione che la copia diventa opera unica. Bottega emerge dunque come studioso e trasmettitore di un patrimonio artistico che continua a vivere nel tempo.








L’artista non si limita alla riproduzione dei grandi Maestri: nella seconda parte del catalogo amplia il proprio campo d’indagine, affrontando ritratti, paesaggi, nature morte, animali e nudi, offrendo un vero e proprio carosello di immagini di grande qualità.
Per un Maestro profondamente dedito allo studio pittorico dei grandi predecessori, immergersi nella ritrattistica significa, in un certo senso, “andare a nozze”: diventa naturale restituire la fedeltà di un volto, di uno sguardo, riuscendo al tempo stesso a trasmetterne il carattere, la storia e il tempo vissuto. Volti femminili anonimi, senza indicazione di nomi sul catalogo, si susseguono tra le pagine, ma non è anonimo il ritratto che, qualche anno fa, il Maestro Bottega mi donò e che conservo ancora oggi con profonda gratitudine. 
I volti, levigati e dagli occhi luminosi, manifestano una presenza viva, costante e profonda, trasformandosi in immagini accoglienti e intensamente comunicative. Non vi è compiacimento né virtuosismo, ma la volontà di rispettare la complessità del volto umano, mantenendone proporzioni, equilibri e quei necessari “silenzi” che rendono credibile e autentica ogni espressione.




Sfogliando le pagine, dopo i ritratti, ci si immerge nei paesaggi, presenti in numero minore rispetto alle riproduzioni dei grandi Maestri, ma non per questo meno significativi. 
Ad un primo sguardo emerge Bottega profondamente legato alla tradizione: è come se trasferisse parte della cromia delle opere del passato in soggetti attuali, personali e autonomi, che richiamano atmosfere antiche. Le tonalità ocra e terre dominanti evocano un tempo passato, mentre la stesura del colore è meditata e costruita sulla base del disegno: nulla è lasciato al caso, come se l’artista volesse racchiudere l’essenza del luogo entro i confini della tela. 
Non vi sono sbavature o approssimazioni, ma emerge una metodologia consapevole e accurata. 
Poiché anche queste opere non riportano titoli né anno di realizzazione, non mi è possibile collocarle con certezza nel tempo della produzione di Bottega.


Di grande suggestione risultano le nature morte, che rimandano alle tavole contadine e ai prodotti della campagna posati su tavole di legno con sfondi di suppellettili in rame e legno. 
Questi elementi diventano protagonisti di composizioni ricche ma meditate, in cui la materia pittorica restituisce il senso del tempo, dell’uso e della memoria. Non mi è difficile tuffarmici avendo negli occhi di allora bimba ancora utensili da cucina di normale uso quotidiano.  
Si avverte in queste opere  una dimensione intima e silenziosa, quasi meditativa, che invita l’osservatore a una lettura lenta e attenta.



Un ulteriore capitolo di grande interesse è rappresentato dai soggetti animali: cani, gatti, cavalli in scene di caccia e di lavoro nei campi. 
Qui il realismo del disegno si unisce a una forte capacità di osservazione, che va oltre la semplice resa formale. 
Gli animali non sono mai elementi decorativi, ma presenze vive, colte nel movimento, nell’attitudine e nel rapporto con l’uomo e con lo spazio. Anche in questi soggetti Bottega dimostra coerenza cromatica e padronanza tecnica, che attraversano con naturalezza tutti gli animali, siano essi in movimento o statici.



…e per ultimo, ma solo perché collocate a fine catalogo, troviamo le pagine dedicate ai nudi femminili, uno dei soggetti più longevi e discussi della storia dell’arte: immagini che parlano di bellezza, desiderio e femminilità. 
Il Maestro affronta il  soggetto con naturalezza e misura: nessuna volgarità né intento erotico, ma il corpo della donna così come Madre Natura lo ha creato. 
Anche le pose che potrebbero apparire sensuali si trasformano in gesti semplici e spontanei, restituiti con rispetto e autenticità. Il nudo diventa celebrazione della forma, della presenza e della verità del corpo, libero da artifici e sovrastrutture.
Troviamo dunque un artista pulito, profondamente dedito alla figura femminile con onestà artistica. 



Il catalogo, di quarantacinque pagine con circa duecentocinquanta immagini a colori, racchiude dunque la ricchissima produzione di Mario Bottega:; le riproduzioni dei grandi Maestri, che, ripeto, non sono semplici omaggi. ma terreno di studio e confronto, e le opere sue, di sua ispirazione,  che rivelano una voce consapevole e pienamente autonoma. 
È un percorso coerente con il suo sentire, capace di dialogare con il passato ed il  presente. 
Il catalogo non è quindi solo raccolta di immagini, ma testimonianza di una ricerca pittorica viva, che guarda alla storia dell’arte per continuare a scrivere la propria storia con l'incoraggiamento al Maestro Bottega di continuare a “scrivere” dipingendo.
                                                                               
Carla Colombo
febbraio 2026 

 

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Il mese di Giugno lo dedico ad una persona che non conosco personalmente, ma che ho avuto modo di conoscere attraverso le belle parole espresse dal Suo amico di sempre ed anche mio amico-pittore Tiziano Scarpel (vedi la sua personale cliccando sul nome a sinistra dell'elenco..
Vorrei anche io avere amici così premurosi e cari che senza chiedere sanno dare e sanno percepire lo stato d'animo che si vive..... 
Questa sensibilità così sottile di Tiziano  ha fatto sì che mi convincessi (oltre alle belle opere che andrò a postare) di dedicare questo mese - spero colmo di sole -  a MARIO BOTTEGA, UN PITTORE che si diletta a dipingere "falsi d'autore" ma a modo proprio.
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Ho avuto il piacere e l'onore di poter ammirare due Sue opere dal vero, a seguito della collettiva CONNUBIO D'EMOZIONI che ho tenuto presso il mio atelier nel mese di maggio e devo dire che le opere di Mario sono state tra quelle più ammirate dai visitatori che hanno presenziato alla mostra.
La Sua è una pittura armoniosa, levigata, liscia, un olio "vecchio stile" che conquista sempre perchè raffinato,  curato, armonioso.
Campiture eleganti si adagiano  sulla tela accarezzate da mano sapiente e meticolosa, la cromia densa di armonia e gli accostamenti ben studiati nel gioco di luci e ombre, fanno la pregevolezza delle  Sue opere
Falsi d'autore (a volte riprodotti nei dettagli a volte interpretati) rendono onore a maestri del passato tanto   che  in alcuni casi può diventare difficile cogliere l'originale. 
Mi sono soffermata parecchio sugli sguardi delle figure   che ho potuto ospitare e Vi assicuro che la nitidezza degli occhi penetra nell'animo e ti fa chiedere "ma quanta sensibilità è stata riposta". Lo sguardo ti segue, ti accompagna, ti entra...in un un bellissimo gioco di luci e di inviti a voler soffermarsi, a non staccarsi.
Mario, oltre alla bravura tecnica acquisita nel tempo,  ha il colore dentro. La pittura dunque , è il suo angolo preferito, il suo rifugio, il suo momento di riflessione...è parte di sè  ed è un vero peccato che sia così avaro di esposizioni, un vero peccato non regalare  a tutti la possibilità di vedere le Sue opere attraverso mostre ed eventi.
Penso che quando si ha il dono di saper trasmettere tanta bellezza non la si debba tenere per sè, ma occorre lasciarla andare, farla ammirare da altri occhi e renderla pregevole proprio dai tanti sguardi.
Non so se ci riuscirò, o meglio, se io e Tiziano ci riusciremo  con questa personale e con l'opportunità della collettiva a spronare Mario a rendere onore alle Sue bellissime opere che hanno assolutamente bisogno di essere ammirate.
Per ora, accontentiamoci di vederle qui, su questa personale on-line Sua sicura che saranno di Vostro  gradimento, e se Vi andrà di lasciare un Vostro commento Mario ne sar super-felice e sarà    sicuramente, uno sprono a lavorare ancora ed ancora meglio...se possibile.  
Carla Colombo
giugno 2013 

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A me non resta che dire..."Tifo per te Mario" e tu lo sai il perchè...ciaooo 


Mario Bottega nasce a Pieve di Soligo  nel 1943. 
Ha da sempre avuto la passione della pittura e la Sua particolare attenzione è dedicata soprattutto ai falsi d'autore.  
Non ama molto esporre le Sue opere, ha partecipato solo a due collettive, ma quest'anno, a marzo,  spronato dall'amico comune Tiziano Scarpel ha organizzato una personale presso l'Hotel Conta di Pieve di Soligo e sempre per mezzo dello stesso ha partecipato alla collettiva Connubio d'emozioni, presso l'aterlier Artecarla ad Imbersago nel mese di maggio presentando due bellissime opere, molto apprezzate dai visitatori della collettiva.

due opere esposte alla collettiva CONNUBIO D'EMOZIONI 
a sinistra 
Luana - olio su tela 50x40
a destra
Ragazza con l'orecchino - olio su tela 50x40

  
Mario attualmente vive e lavora a:
 Sernaglia della Battaglia .
 Località Falzè di Piave 
Via Papa giovani 23°


 RECENSIONE DI TATIANA SANTIN 
Nel suo peregrinare attraverso volti e figure della grande pittura, Mario Bottega ci restituisce un itinerario che ha nel Bello, nell'armonia, il suo filo conduttore, come se per lui dipingere fosse un modo per ritagliarsi uno spazio di ordine e di serenità, una sorta di rifugio, in qualche modo, che però non chiude, bensì espande lo sguardo e l'animo.
Egli studia l'opera del passato, di volta in volta scelta, come altri potrebbero fare con un paesaggio, che la vista percorre nei dettagli e nelle sfumature, cogliendo non solo il dato oggettivo (la gamma cromatica, la disposizione degli elementi, il gioco di luci e ombre), ma anche quel che si potrebbe definire il “carattere” di un dipinto, l'impronta unica che l'artista, a suo tempo, ha saputo infondere. La sua mano traccia con fedeltà la copia, anche se talvolta Bottega apporta alcune modifiche (ad esempio, nel particolare dell’“Amor sacro e Amor profano” di Tiziano o nella “Venere” di Giorgione). Ritroviamo comunque alcuni caratteri distintivi, propri della sua tecnica e, probabilmente, del suo modo d'intendere la pittura: una morbidezza nella pennellata, un colore pastoso e racchiuso in campiture nette e dense. Elementi che ben si legano a quella ricerca di serenità e armonia, di cui si è già fatto cenno per quanto riguarda la preferenza dei soggetti.
Tatiana Santin 

alcune OPERE 
 tutti dipinti ad olio su tela di varie dimensioni 

 Robert Frederick -  impira perle - olio 100x70

Annibale Carraci  - il mangia fagioli - olio 70x60

Dama con l'ermellino - olio - 60x40  

Leonardo -  olio -  60x40


Jan Onorè Fragonard - fanciulla che legge - olio - 90x65


Bartomè Esteban - venditrici di frutta - olio 80x60

La Gioconda - olio - 67x53 

Orazio Gentilleschi - suonatrice di liuto - olio 80x70

Tiziano -  Flora  olio - 80x60

Giacomo Cerruti - la filatrice - olio 80x70    

    Jan Onorè Fragonard -  lo studio - olio 80x60


Pieter paul Rubens - cappello di paglia - olio 80x60

Ragazzi che mangiano frutta - olio 90x70 

Giorgione  - ragazza che dorme-  olio 100x60

Goia  - maya  desnuda -  olio 90x60


Leonardo - ultima cena -  olio 160x80

olio 110x90 

Annibale Carraci - pietà - olio 95x95

Madonna - olio 90x90

Tiziano amor sacro amor profano (particolare) 60x10

Vecchio maniero - olio su tela -  100x90


a VOI...
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