AGGORNAMENTO - FEBBRAIO 2026
In quasi
trent’anni di attività e di costante ricerca artistica ho avuto modo di
conoscere numerosi artisti. Oltre ai contatti locali, il mio percorso si è
progressivamente ampliato su scala nazionale e internazionale, grazie
soprattutto agli strumenti del mondo virtuale, ma anche a un’attitudine
costante al confronto, alla condivisione e alla divulgazione, in un periodo
precedente all’attuale diffusione dei social network.
Nei primi
anni Duemila creai un blog personale, che divenne uno spazio autentico di
dialogo culturale: una sorta di salotto virtuale in cui lo scambio di idee,
pareri e riflessioni avveniva con tempi e profondità difficilmente replicabili
oggi. In quel contesto ho instaurato relazioni umane e artistiche solide,
fondate su confronto reale e duraturo. Tra queste, due figure si sono distinte
e continuano a distinguersi per valore umano e artistico: Tiziano Scarpel e
Mario Bottega, artisti che considero amici, pur non avendoli mai incontrati di
persona.
Di entrambi
nutro una stima profonda. La distanza geografica non ha mai intaccato il senso
di vicinanza e di condivisione che ci lega, né il rispetto reciproco. È per me
un onore custodirli nel mio percorso e sentirmi parte del loro cammino
artistico.
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VIAGGIO NELL'ARTE DI MARIO BOTTEGA
(IL MONDO ARTISTICO DI MARIO BOTTEGA, FRA RIPRODUZIONI E PRODUZIONE)
Circa un
mese fa, Tiziano Scarpel mi contatta per comunicarmi il desiderio di farmi pervenire il catalogo delle opere di Mario Bottega, suo “compare”, come lo chiama lo
stesso Bottega, recentemente sviluppato
in occasione della mostra personale dell’artista nella sala comunale del suo
paese, Sernaglia della Battaglia (Tv)
Bottega mi
era stato presentato proprio da Scarpel e, come per lui, avevo già curato e
sviluppato nel giugno 2013 una mostra personale online sulla
mia la galleria LaVostraArte.
Il volume, mi racconta Scarpel, raccoglie l’intero
corpus delle opere esposte, ma non solo, essendo la produzione di Bottega molto
ampia.
L’entusiasmo con cui ho accolto la comunicazione proposta del dono è stato immediato:
sapere di essere coinvolta per rendere omaggio alla pittura di Mario Bottega è
per me motivo di autentica gratificazione.
Dopo circa
quindici giorni, il catalogo è arrivato: una scatola accuratamente sigillata
anticipava già l’attenzione e il rispetto riservati al contenuto, ancora di più da parte mia leggendo le due lettere di accompagnamento dello stesso Bottega e della figlia Barbara.
All’apertura,
la sorpresa è stata notevole. Mi sono trovata di fronte ad un volume di alta
qualità editoriale, degno delle grandi
pubblicazioni d’arte. La copertina, elegante e raffinata nel suo bordeaux
intenso, introduce a un percorso visivo e concettuale di forte impatto.
Sfogliando
le pagine, emerge chiaramente la solidità della ricerca di Mario Bottega: un
artista che conoscevo come raffinato interprete di riproduzioni dei grandi
Maestri, ma la produzione nel catalogo si rivela sorprendentemente ampia,
articolata e consapevole.
Pagina dopo
pagina, le opere dialogano con i grandi Maestri, dal Quattrocento fino all’Ottocento,
non come semplici esercizi di stile, ma come atti di studio profondo, di
rispetto filologico e di rigorosa padronanza tecnica, capaci di restituire
dignità e valore a una pratica spesso sottovalutata.
Bottega si
definisce artista autodidatta e scrive che le riproduzioni non sono difficili
da realizzare e che, con un po’ di esercizio, chiunque potrebbe cimentarsi; il tempo e la pazienza sono,
secondo lui, gli elementi indispensabili. Personalmente, ritengo che ci sia
molto di più.
La pratica delle riproduzioni, troppo spesso relegata a mero
esercizio tecnico, in Bottega trova dignità pienamente linguistica e culturale.
Copiare, nel suo caso, non significa imitare: significa entrare in dialogo con
il Maestro, attraversarne il pensiero, comprenderne la struttura formale e la
visione del mondo. È un atto di studio profondo, di rispetto e di
consapevolezza.
Il lavoro di
Bottega recupera una pratica antica, sottraendola alla superficialità e
restituendole pieno valore critico. Ogni sua opera si configura come un
confronto diretto con il tempo, con la materia pittorica e con il pensiero
dell’autore originario.
Nelle
molteplici riproduzioni dei grandi Maestri: Leonardo, Raffaello, Botticelli,
Giorgione Michelangelo fino a Caravaggio e poi Vermeer, Monet, Cézanne, Dumas,
Van Gogh, Gauguin, Picasso e molti altri, non vi è mai la sterile ripetizione
del segno, ma una rigorosa indagine sulla costruzione dell’immagine: il disegno
come struttura portante, la luce come elemento narrativo, il colore come
veicolo di equilibrio e tensione.
Bottega dimostra una padronanza tecnica che
non è fine a sé stessa, ma funzionale alla comprensione profonda dell’opera
studiata.
La copia
diventa così un “vestito su misura”, come un abito di sartoria accuratamente
ritagliato nei minimi dettagli.
Un’opera con autonomia propria, capace di
raccontare l’originale, ma anche di catturare lo sguardo contemporaneo che la
osserva.
In questo senso, l’arte di Mario Bottega si colloca in una dimensione
sospesa tra fedeltà e interpretazione, dove il rispetto della rappresentazione
convive con una sensibilità personale matura e riconoscibile. È in questa
sottile tensione che la copia diventa opera unica. Bottega emerge dunque come
studioso e trasmettitore di un patrimonio artistico che continua a vivere nel
tempo.


L’artista
non si limita alla riproduzione dei grandi Maestri: nella seconda parte del
catalogo amplia il proprio campo d’indagine, affrontando ritratti, paesaggi,
nature morte, animali e nudi, offrendo un vero e proprio carosello di immagini
di grande qualità.
Per un
Maestro profondamente dedito allo studio pittorico dei grandi predecessori,
immergersi nella ritrattistica significa, in un certo senso, “andare a nozze”:
diventa naturale restituire la fedeltà di un volto, di uno sguardo, riuscendo
al tempo stesso a trasmetterne il carattere, la storia e il tempo vissuto.
Volti femminili anonimi, senza indicazione di nomi sul catalogo, si susseguono
tra le pagine, ma non è anonimo il ritratto che, qualche anno fa, il Maestro
Bottega mi donò e che conservo ancora oggi con profonda gratitudine.
I volti,
levigati e dagli occhi luminosi, manifestano una presenza viva, costante e
profonda, trasformandosi in immagini accoglienti e intensamente comunicative.
Non vi è compiacimento né virtuosismo, ma la volontà di rispettare la
complessità del volto umano, mantenendone proporzioni, equilibri e quei
necessari “silenzi” che rendono credibile e autentica ogni espressione.
Sfogliando
le pagine, dopo i ritratti, ci si immerge nei paesaggi, presenti in numero
minore rispetto alle riproduzioni dei grandi Maestri, ma non per questo meno
significativi. Ad un primo sguardo emerge Bottega profondamente legato alla
tradizione: è come se trasferisse parte della cromia delle opere del passato in
soggetti attuali, personali e autonomi, che richiamano atmosfere antiche. Le
tonalità ocra e terre dominanti evocano un tempo passato, mentre la stesura del
colore è meditata e costruita sulla base del disegno: nulla è lasciato al caso,
come se l’artista volesse racchiudere l’essenza del luogo entro i confini della
tela.
Non vi sono sbavature o approssimazioni, ma emerge una metodologia
consapevole e accurata.
Poiché anche queste opere non riportano titoli né anno
di realizzazione, non mi è possibile collocarle con certezza nel tempo della
produzione di Bottega.
Di grande
suggestione risultano le nature morte, che rimandano alle tavole contadine e ai
prodotti della campagna posati su tavole di legno con sfondi di suppellettili
in rame e legno.
Questi elementi diventano protagonisti di composizioni ricche
ma meditate, in cui la materia pittorica restituisce il senso del tempo,
dell’uso e della memoria. Non mi è difficile tuffarmici avendo negli occhi di allora bimba ancora utensili da cucina di normale uso quotidiano.
Si avverte in queste opere una dimensione intima e silenziosa, quasi
meditativa, che invita l’osservatore a una lettura lenta e attenta.
Un ulteriore
capitolo di grande interesse è rappresentato dai soggetti animali: cani, gatti,
cavalli in scene di caccia e di lavoro nei campi. Qui il realismo del disegno si
unisce a una forte capacità di osservazione, che va oltre la semplice resa
formale.
Gli animali non sono mai elementi decorativi, ma presenze vive, colte
nel movimento, nell’attitudine e nel rapporto con l’uomo e con lo spazio. Anche
in questi soggetti Bottega dimostra coerenza cromatica e padronanza tecnica,
che attraversano con naturalezza tutti gli animali, siano essi in movimento o
statici.
…e per
ultimo, ma solo perché collocate a fine catalogo, troviamo le pagine dedicate ai
nudi femminili, uno dei soggetti
più longevi e discussi della storia dell’arte: immagini che parlano di
bellezza, desiderio e femminilità. Il Maestro affronta il soggetto con
naturalezza e misura: nessuna volgarità né intento erotico, ma il corpo della
donna così come Madre Natura lo ha creato.
Anche le pose che potrebbero
apparire sensuali si trasformano in gesti semplici e spontanei, restituiti con
rispetto e autenticità. Il nudo diventa celebrazione della forma, della
presenza e della verità del corpo, libero da artifici e sovrastrutture.
Troviamo
dunque un artista pulito, profondamente dedito alla figura femminile con onestà artistica.
Il catalogo,
di quarantacinque pagine con circa duecentocinquanta immagini a colori,
racchiude dunque la ricchissima produzione di Mario Bottega:; le riproduzioni dei
grandi Maestri, che, ripeto, non sono semplici omaggi. ma terreno di studio e
confronto, e le opere sue, di sua ispirazione, che rivelano una voce consapevole e pienamente
autonoma.
È un percorso coerente con il suo sentire, capace di dialogare con il
passato ed il presente.
Il catalogo non è quindi solo raccolta di immagini, ma testimonianza di una ricerca pittorica viva, che guarda alla storia dell’arte per continuare a scrivere la propria storia con l'incoraggiamento al Maestro Bottega di continuare a “scrivere” dipingendo.
Carla Colombo
febbraio 2026
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Il mese di Giugno lo dedico ad una persona che non conosco personalmente, ma che ho avuto modo di conoscere attraverso le belle parole espresse dal Suo amico di sempre ed anche mio amico-pittore Tiziano Scarpel (vedi la sua personale cliccando sul nome a sinistra dell'elenco..
Vorrei anche io avere amici così premurosi e cari che senza chiedere sanno dare e sanno percepire lo stato d'animo che si vive.....
Questa sensibilità così sottile di Tiziano ha fatto sì che mi convincessi (oltre alle belle opere che andrò a postare) di dedicare questo mese - spero colmo di sole - a MARIO BOTTEGA, UN PITTORE che si diletta a dipingere "falsi d'autore" ma a modo proprio.
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Ho avuto il piacere e l'onore di poter ammirare due Sue opere dal vero, a seguito della collettiva CONNUBIO D'EMOZIONI che ho tenuto presso il mio atelier nel mese di maggio e devo dire che le opere di Mario sono state tra quelle più ammirate dai visitatori che hanno presenziato alla mostra.
La Sua è una pittura armoniosa, levigata, liscia, un olio "vecchio stile" che conquista sempre perchè raffinato, curato, armonioso.
Campiture eleganti si adagiano sulla tela accarezzate da mano sapiente e meticolosa, la cromia densa di armonia e gli accostamenti ben studiati nel gioco di luci e ombre, fanno la pregevolezza delle Sue opere
Falsi d'autore (a volte riprodotti nei dettagli a volte interpretati) rendono onore a maestri del passato tanto che in alcuni casi può diventare difficile cogliere l'originale.
Mi sono soffermata parecchio sugli sguardi delle figure che ho potuto ospitare e Vi assicuro che la nitidezza degli occhi penetra nell'animo e ti fa chiedere "ma quanta sensibilità è stata riposta". Lo sguardo ti segue, ti accompagna, ti entra...in un un bellissimo gioco di luci e di inviti a voler soffermarsi, a non staccarsi.
Mario, oltre alla bravura tecnica acquisita nel tempo, ha il colore dentro. La pittura dunque , è il suo angolo preferito, il suo rifugio, il suo momento di riflessione...è parte di sè ed è un vero peccato che sia così avaro di esposizioni, un vero peccato non regalare a tutti la possibilità di vedere le Sue opere attraverso mostre ed eventi.
Penso che quando si ha il dono di saper trasmettere tanta bellezza non la si debba tenere per sè, ma occorre lasciarla andare, farla ammirare da altri occhi e renderla pregevole proprio dai tanti sguardi.
Non so se ci riuscirò, o meglio, se io e Tiziano ci riusciremo con questa personale e con l'opportunità della collettiva a spronare Mario a rendere onore alle Sue bellissime opere che hanno assolutamente bisogno di essere ammirate.
Per ora, accontentiamoci di vederle qui, su questa personale on-line Sua sicura che saranno di Vostro gradimento, e se Vi andrà di lasciare un Vostro commento Mario ne sar super-felice e sarà sicuramente, uno sprono a lavorare ancora ed ancora meglio...se possibile.
Carla Colombo
giugno 2013
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A me non resta che dire..."Tifo per te Mario" e tu lo sai il perchè...ciaooo
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Mario Bottega nasce a Pieve di Soligo nel 1943.
Ha da sempre avuto la passione della pittura e la Sua particolare attenzione è dedicata soprattutto ai falsi d'autore.
Non ama molto esporre le Sue opere, ha partecipato solo a due collettive, ma quest'anno, a marzo, spronato dall'amico comune Tiziano Scarpel ha organizzato una personale presso l'Hotel Conta di Pieve di Soligo e sempre per mezzo dello stesso ha partecipato alla collettiva Connubio d'emozioni, presso l'aterlier Artecarla ad Imbersago nel mese di maggio presentando due bellissime opere, molto apprezzate dai visitatori della collettiva.
due opere esposte alla collettiva CONNUBIO D'EMOZIONI
a sinistra
Luana - olio su tela 50x40
a destra
Ragazza con l'orecchino - olio su tela 50x40
Mario attualmente vive e
lavora a:
Sernaglia della Battaglia .
Località Falzè di Piave
Via Papa giovani 23°
RECENSIONE DI TATIANA SANTIN
Nel suo
peregrinare attraverso volti e figure della grande pittura, Mario Bottega ci
restituisce un itinerario che ha nel Bello, nell'armonia, il suo filo
conduttore, come se per lui dipingere fosse un modo per ritagliarsi uno spazio
di ordine e di serenità, una sorta di rifugio, in qualche modo, che però non
chiude, bensì espande lo sguardo e l'animo.
Egli studia l'opera
del passato, di volta in volta scelta, come altri potrebbero fare con un
paesaggio, che la vista percorre nei dettagli e nelle sfumature, cogliendo non
solo il dato oggettivo (la gamma cromatica, la disposizione degli elementi, il
gioco di luci e ombre), ma anche quel che si potrebbe definire il “carattere”
di un dipinto, l'impronta unica che l'artista, a suo tempo, ha saputo
infondere. La sua mano traccia con fedeltà la copia, anche se talvolta Bottega
apporta alcune modifiche (ad esempio, nel particolare dell’“Amor sacro e Amor
profano” di Tiziano o nella “Venere” di Giorgione). Ritroviamo comunque alcuni
caratteri distintivi, propri della sua tecnica e, probabilmente, del suo modo
d'intendere la pittura: una morbidezza nella pennellata, un colore pastoso e
racchiuso in campiture nette e dense. Elementi che ben si legano a quella
ricerca di serenità e armonia, di cui si è già fatto cenno per quanto riguarda
la preferenza dei soggetti.
Tatiana Santin
alcune OPERE
tutti dipinti ad olio su tela di varie dimensioni
Robert Frederick - impira perle - olio 100x70
Annibale Carraci - il mangia fagioli - olio 70x60
Dama con l'ermellino - olio - 60x40
Leonardo - olio - 60x40
Jan Onorè Fragonard - fanciulla che legge - olio - 90x65
Bartomè Esteban - venditrici di frutta - olio 80x60
La Gioconda - olio - 67x53
Orazio Gentilleschi - suonatrice di liuto - olio 80x70
Tiziano - Flora olio - 80x60
Giacomo Cerruti - la filatrice - olio 80x70
Jan Onorè Fragonard - lo studio - olio 80x60
Pieter paul Rubens - cappello di paglia - olio 80x60
Ragazzi che mangiano frutta - olio 90x70
Giorgione - ragazza che dorme- olio 100x60
Goia - maya desnuda - olio 90x60
Leonardo - ultima cena - olio 160x80
olio 110x90
Annibale Carraci - pietà - olio 95x95
Madonna - olio 90x90
Tiziano amor sacro amor profano (particolare) 60x10
Vecchio maniero - olio su tela - 100x90
a VOI...
OGNI COMMENTO E' GRADITO. GRAZIE