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Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
..e per ora mi fermo qui con un caloroso saluto a tutti quanti. Contattatemi come e quando volete: carla_colombo@libero.it

Buona arte a tutti!

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martedì 20 aprile 2010

ALTRE POESIE ED IMMAGINI



SEMPRE TRATTE DA
"LA GIOVINEZZA NON MUORE"
EDITO TABULA FATI
finito di stampare nel luglio 2009
(prezzo di copertina euro 7,00)



 La luna e la croce

L’antichità del tempo e le stagioni
stornano il vento dalle sue dimore.


Così, di polline
s’irrora la passione
che inebria l’eredità del mondo.


E il suolo si satura di embrioni
che dilatano il crepitare occulto
della fertilità del suolo.


Quest’amplesso che anima il creato
e accerchia della vita il sentimento
s’espande nello spazio
della fecondità, grata sorella
alla estrema solitudine del cuore.

E aduna nell’azzurro il suo stupore.
*
Per questo la vita e il destino umano
tracciano la presenza
sotto la chiarità invisibile degli astri.


E un Dio navigatore del silenzio
ci avvolge nell’essenza del mistero
che dona plenitudine d’amore.


Così disvela
nella piagata Carne del dolore
l’illimite follia della Passione.


*
L’uomo,
dalla assidua sua soglia del tormento,
sciolto dal suo possesso
indenne s’inoltra all’esistenza.


Egli ascolta — dal profondo silenzio
della vita, da lontananze impervie
alla memoria, nel buio ancestrale
della notte — il passo suo
battere ossessivo sul selciato.


*
E la Luna e la Croce
— dall’oltre del pensiero, dal centro
dell’intimità smarrita nella mente —
diffondono il lamento nella serenità
di un cielo che sovrasta
le nenie e le canzoni dell’amore.




La giovinezza nascosta

Ma non doveva forse
quest’aria e il vento
accogliere la tempesta
dei tuoi passi?


*


Oggi discende ancora dai crinali
della voce, leggero come l’onde,
il crepitare di tanta percezione
della calma diffusa sotto il cielo.


La tua parola
— superba nell’altezza
d’una semplicità che uccide —
reca piena con sé l’attesa
e il riscatto dell’umano assenzio.


*
Non muore mai, non muore
la giovinezza nascosta / dentro il cuore
quando piena s’accende l’espansione
dello spirituale soffio dell’eterno!


Poiché tu hai inondato con l’ardore
il fondo, l’anima
che si stringe alla speranza.


Hai rimosso
ogni consuetudine del cuore
avversa alla novità del cielo.


Vivere…


… dove l’aspetto delle cose si rinnova
e il desiderio trasforma in leggerezza
la produzione e il senso originario;


dove l’ispirazione sorge a celebrare
la calma diffusa nella serenità
dell’esistenza rivolta al compimento
del suo bene;


dove il segno e lo spirito del mondo
spandono nello spazio
dolce il sapore dell’offerta e il sonno
della morte ristora l’assopita
penombra della sua risurrezione;


dove il vincolo eterno della pace
lievemente trastulla la sua ombra
nel ricordo del cedimento della vita
e del rancore trascorso
nello spazio della sua disattenzione;


dove l’amore eradica
— dal nucleo interiore della terra —
in tanta dissipazione della felicità,
l’orrido fondo scavato negli abissi
per l’essere soccorsi in questo andare
da tanta profusione dell’immenso.




Resa dell’immaginazione


Parlare l’uomo. Leggere
l’uomo nello sgretolamento
della abiezione sua
o nell’accumulo di angelici detriti.


L’uomo sorpreso in suolo oscuro
fremente di passioni;
o dentro un vento leggero,
attraversato dalla soavità di Dio;


nell’impercettibile sostanza
che giunge all’orizzonte dell’abisso,
al colmo di una fuga oscuramente
trasversale alla morte.
*
L’uomo:
piccolo archetipo. Egli solca
sognando invano della notte il cuore,
amore lievitando sotto il cielo
nel segno della sua costellazione

e silenziose solennità di stelle
che lievi trafugano l’atavica
essenza di un pentimento arcano.


Egli solleva appena la sua voce,
pentagramma d’insoliti abbandoni
ed armoniosi volteggi del rumore.
Ma da sempre si declina nella fuga


e travolge la difformità
della sua mente,
della costanza sua, dell’ossessiva
resa della immaginazione.
*
“Viandante incerto del tuo mondo,
scòstati un poco dalla traiettoria:


le strade sono al colmo dell’ebbrezza
e dietro ogni angolo abbonda una severa
oscurità che staglia l’incertezza!
*
Ora ti so!


Tracciato sul pensiero
dell’incostanza sovrana della vita:


tu abusi e festeggi l’apparenza
con squilli che si perdono
nel sonno siderale del tramonto”.



La voce interiore


Si placa, quest’onda del pensiero,
mentre l’attrito, che nell’universo
logora le comete,
si scioglie in sottilissima
polvere che accumula la vita.


Mi guardo attorno con dolce intensità.

E tutti i detriti della mente scossa
ripudiano la sosta
della sciagura umana.


*


Vorrei che tutta la distillazione
dell’oscuro patire si estinguesse,
che queste macerie della nostra storia
sortissero il compimento e la radura
della sacralità che compie la visione
di una destinazione confitta nella carne,
per la definizione estrema della vita.


Ma l’uomo
sopra le zolle della sua fatica
s’attarda a coltivare
innesti che sottraggono il respiro
alla semplicità dell’esistenza ignuda.


*


Tenero percolare della gioia,
e tanta aridità dei tratti spenti
nella nostra illusione di potere!


Questa felicità sottratta alle incursioni
del sibilo assassino della vita
— per questa voce interiore al nostro bene —
ci porge all’abbandono del mistero
nell’alveo della sua composizione
d’attesa e d’infinito.



Sulla distesa erbosa


Vedendo le folle, ne sentì compassione,
perché erano stanche e sfinite
come pecore che non hanno pastore
Mt. 9,36


Quando s’apre lo spazio della mente,
s’illumina la vastità del cuore.
E il fruscio di tanta lontananza
chiama a raccolta tutto l’abbandono
del tempo e del destino;


d’interminabili diaspore
tessute nel buio della carne.


*


L’uomo e la transumanza, le tarde
migrazioni, gli assalti e i crocevia
delle passioni; e immense solitudini
straniere; ricordi di torture,
di clandestine morti e di furtive
evasioni dalla fertilità del sogno:


l’uomo sconvolge ancora la dimora
dove nutre la sua perplessità
e trascorre la lontananza del confino.

*
Abbiamo con dolcezza atteso il cenno
di questa dimensione del sentiero.
Ci siamo avvicinati
con voce tremante ed un lamento
che disperde nel suolo
tutta la pesantezza della vita.


Ti abbiamo cercato trepidanti
sulla distesa erbosa
che assorbe il tatto della sensibilità
del vento, mentre questo
pieghevole rumore della sorte
ci inclina al cedimento del respiro.


*


E ancora inseguiamo un navigare
e una rotta che possa ricondurci
sotto la distrazie delle stelle.


Ma tutto confonde la nostra intimità
e la grande chiarezza dell’abisso
affonda perdutamente nell’oblio.


Per questo ci curviamo inconsci
sotto l’immobile splendore
del nostro sogno antico.

*
Tu donaci una cometa, Signore,
ancora una cometa per timone
e ti verremo incontro nella notte.


Poiché è ancora il cuore
da te donato, il cuore da cui stilla
la sostanza e il bisogno,
la forma e il riferimento, l’alto
e il basso di tanta vastità
della memoria, l’orientamento
e l’ampiezza di questa nostra vita
che ci attesta tutta la verità
della tua Voce.


.......Ed io mi fermo qui...

UNA AMPIA SELEZIONE DI POESIE
TRATTE DA "LA GIOVINEZZA NON MUORE"
SUL SITO DEL POETA




---

E  PER AGGIUNGERE UNA NOTA DI COLORE
(PER GENTIL CONCESSIONE foto di NINA GRIOLI - TESTI DI FRANCESCO BALDASSI)

(ingrandire l'immagine per leggere la poesie)









----------































Ringrazio l'appassionata di fotografia che io definisco artista, (ma che Lei non desidera Le venga riconosciuto) NINA GRIOLI (NIGRI) di Riposto Catania. che ha regalato scatti fotografici alle poesie di Francesco Baldassi.


ALLA PROSSIMA E QUINDI ALLA CHIUSURA.... 

lunedì 19 aprile 2010

LIBRO EDITO : LA GIOVINEZZA NON MUORE


L'ULTIMA FATICA DI FRANCESCO BALDASSI (CHE IO CONOSCA)
(MA IL POETA MI HA GIA' COMUNICATO DI AVER EDITO UN ALTRO VOLUME)

LA GIOVINEZZA NON MUORE
(TABULA FATI)





La giovinezza non muore. - Poesie (Tabula Fati 2009)

Le poesie di Francesco Baldassi sono d’arrendevole grazia e tuttavia potenti, fino a sembrare tragiche. Ma ‘l’illimite follia della Passione’ dà senso ad ogni cosa, al dolore ed al disfacimento, perfettamente scrutati e consumati, cui si aggiungono… uno spaesamento, una stanchezza ‘…della carne / indurita nella terra del patire’.
Ed è il senso religioso che dà senso alle cose, il Mistero tra i misteri del totalmente Altro che pervade le esistenze creaturali, patria ed esilio che Dio ha voluto condividere nella pazzia della croce.
Poesie mature, colte e insieme colloquiali, coniugate con la sapienza di una vena che pare elegantemente narrativa e che si traduce in versi risoluti, capaci di portare gli oggetti del cielo sulla terra e viceversa, uno scambio vitale e necessario al vivere.
Su tutto, svetta una sorprendente capacità di ‘far vedere’ l’intimità dell’essere che ricerca e non si stanca e, alla fine, trova una tenera carezza…

[ISBN-978-88-7475-171-6]

Pag. 80 - € 7,00


Dalla presentazione di Matteo Pugliares


Ha ragione Matteo Pugliares quando nella sua incisiva presentazione parla di un viaggio, un movimento inteso come inevitabile cambiamento, dalla tensione interiore causata dallo scorrere dei tempi dell’anima.
In effetti Baldassi rivela un progressivo approccio alla fede con un percorso tutto interiore che lo porta a riscoprire l’innata spiritualità di ogni essere umano e che nel caso specifico si manifesta in un sentire e percepire convergente con la religione cristiana.
Non ci è dato di conoscere il motivo di questo avvicinamento, ma ritengo che non sia improbabile possa derivare da una visione della vita meno pragmatica e positivista in forza di un approfondimento che, nella ricerca dell’IO, ha trovato spiragli per tentare di approdare all’Assoluto.
Quindi, più che una conversione, potrei dire che il tutto riviene da un percorso filosofico che, attraverso l’introspezione, ha svelato nature sopite, finendo con il consentire la percezione di una verità sul perché della vita.
La poetica di Baldassi, che già avevo apprezzato in L’involucro del nulla, raccolta influenzata in modo marcato dall’ermetismo e che posso considerare propedeutica dell’attuale, come del resto anche evidenziato dall’autore nella sua nota, qui stranamente si fa più limpida, meno incline a svariate interpretazioni, come l’artista avesse acquisito certezze in quel lungo cammino ora arrivato alla meta.
Si apprezza, in particolar modo, la linearità dei versi, il fluido scorrere delle parole, in immagini di grande effetto, che nulla hanno a che vedere con il misticismo, ma sono il frutto di una riflessione sulla condizione umana e sul Supremo che ne ha delineato i contorni affinché l’uomo, che vuole sapere con il cuore, in questa consapevolezza trovi la via della verità.
La giovinezza non muore è un’opera di sicuro interesse e presenta il non trascurabile vantaggio di essere accessibile anche a chi, pur non credente, ricerchi in sé il mistero della vita.

Renzo Montagnoli

SELEZIONE DI POESIE


 LA LUNA E LA CROCE




Tutto si raduna
dentro il cuore.
Ma il centro dell’estasi
condona la bellezza
che la vita
raccoglie depurata
dagli assalti che appannano lo sguardo.
In questo pellegrinare muto
sora un suolo straniero
ogni minuta stilla
che feconda il volare della vita
si accascia
dentro le pupille dell’amore.


L’IMMENSO UNIVERSALE

L’immenso universale di tutta
l’essenza dello spazio umano
fluisce dalla genesi / del desiderio
come da un’eco
di là dalla barriera dell’inizio

sì da perdere il cuore
in tanta grandiosità
dello sgomento.

*
Ma il ritmo dei giorni attesta
l’incalzare del tempo ed il bisogno
che nasce dal mistero
sorpreso nell’istante che frantuma
la soglia incommensurabile
del cielo.

*
All’origine
così trasfigurammo la presenza:
nel cavalcare indenni lo sconcerto
e l’immortalità dei giorni
per la grande irruzione dell’eterno.



L'ALTEZZA DEI PIANETI.

Quello che chiede il cuore:

l’indizio / di un lieto aprirsi al sole,
un sentimento / che accenda la pietà.

Ma queste stagioni della mente
trasvolano il pensiero.

Così l’attardarsi lungo l’itinerario
che genera la sorte degli umani
discopre l’abisso della contrizione.

*
Nel mondo si consuma il sacrificio.

E a volte l’altezza dei pianeti
s’arresta inorridita.

*
In tanta fissità la lontananza
dello sguardo centrato sul silenzio
tristemente si perde
nella sconfitta enorme della vita.

Ma il bene
che affonda nello spazio universale
la sua solarità
riaffiora sulla carne degli umani
in verdi primavere di letizia.



IL TUO COLORE 

Incontro il mondo. E come
dalle parvenze di altra ombra
discosto il desiderio di ghermirti.

È vuoto come nebbia il tuo colore!

Così m’avvolgo in questa densità
che l’altezza rischiara di sereno.

*
Novelle sere a lambirti di distese
e nell’anima un dolce
prolungato sospiro di memorie.

Ma già il caldo di un vento greve accerchia
il rumore che stringe la mia vita.

Odo allora la terra
che giace confinata dentro il cuore.

*
E questo riandare sulla superficie
coperta dal clamore degli umani
inquieta il mio lamento.

Così m’attardo ancora a ricomporre
i fremiti della mia trepidazione
sgorgata dal dolore dell’esilio.


SI CONTINUA CON ALTRE POESIE DELLO STESSO VOLUME 
A RISENTIRCI


domenica 18 aprile 2010

...ED ALTRO ANCORA...

ed ora..



Inflorate petale de suflet - Antologia poetica ("Draghistea fundatia", Chisinau, 2008 - Moldova) in lingua romeno-moldava.


Le poesie sono tratte dalle opere (riportate nel presente sito) di Francesco Baldassi. L'ultima composizione: Un infiorato petalo d'anima, così come la selezione, l'impaginazione e la traduzione, con testo italiano a fronte, è opera di Valentina Corcodel.


Frunzele, Stelele - Antologia poetica (Biblioteca "Mesterul Manole", Chisinau, 2008 - Moldova) in lingua romeno-moldava.



Le poesie sono tratte dalle opere (riportate nel presente sito) di Francesco Baldassi.
l'impaginazione e la traduzione, con testo italiano a fronte, è opera di Valentina Corcodel.




































il VIDEO E LE FOTO QUI SOPRA TESTIMONIANO 
l'incontro del poeta  Francesco Baldassi  a Chisinau,
Moldova (in occasione della presentazione delle traduzioni della sua
poesia in lingua romena) con il pittore Timotei Batranu, con la
redazione del giornale letterario/artistico Literatura si Arta, con la
vedova di Grigore Vieru (il grande poeta moldavo deceduto l'anno scorso)
e con i due licei 'Mihai Eminescu' e 'Dante Alighieri'.


SE VOLETE :

CRONACA DI UN VIAGGIO
(cliccata qui sotto)

http://www.modulazioni.com/modulazione/moldova.doc

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CERIMONIA DI PREMIAZIONE DEL CONCORSO dell'ACCADEMIA INTERNAZIONE IL CONVIVIO - GIARDINI NAXOS (AUTUNNO 2009)
E' durante la premiazione del Concorso Internazionale Accademia Internazionale IL CONVIVIO a GIARDINI NAXOS - nell'autunno 2009 che ho conosciuto il poeta FRANCESCO BALDASSI  e la "Sua sposa" - così la definisce Francesco. una signora gentilissima dal dolce sorriso.
Ed è in quella occasione che Francesco è stato premiato col primo premio assoluto per il libro edito

1 )Baldassi Francesco, L’involucro del nulla, Roma;
Motivazione È una nutrita raccolta di poesie che rivelano stati d’animo complessi e raccoglimenti interiori dolorosamente tesi a scoprire e ad interpretare il mistero del reale nella sua complessità, nel suo manifestarsi in una dinamica accelerata che fagocita ogni giorno valori ancestrali posti da sempre alla base della vita. Essa si centralizza sul senso della solitudine disperata dell’uomo moderno, del vuoto esistenziale, del senso del nulla che gli nega la speranza e la “Luce", della conseguente precarietà e sfiducia in un presente insensato che ha lasciato per fretta o per insensatezza inaridire le radici vitali del passato e non riesce a proiettarsi in un futuro di orizzonti azzurrati. Solo nella parola poetica e nell’amore vissuto e donato, nell’accezione più alta e sublime, l’uomo potrà ricomporsi e ricomporre la vita in un mosaico di variegata umanità che centralizzi nel quotidiano i soggetti e non gli oggetti. Una nota di grande spessore è data all’opera dal ricorso continuo del poeta alla natura per estrapolarle simboli, analogie, metafore ben strutturate, piene di fascino, sinestesie e accostamenti sempre nuovi e imprevisti che realizzano, nella loro complessità armonica, elegante, musicale, versi di autentica poesia atti a far riflettere il fruitore e a indurlo a guardare la realtà con occhi nuovi e più attenti per viverla al meglio
Norma Malacrida

L'INVOLUCRO DEL NULLA
(Tabula Fati)






RECENSIONI SUL LIBRO

L'involucro del nulla. - Poesie (Tabula Fati 2008)

"...ho letto con particolare ammirazione e altrettanta emozione la sua raccolta poetica (e soltanto il titolo non mi convince del tutto). La sua poesia è profondamente riflessiva e concettuale, luminosa, intensissima: la sezione ‘Calma di nuda sostanza’ è, in particolare, bellissima. La leggo e rileggo con il migliore conforto di questa cupa e gelida stagione...". Giorgio Bàrberi Squarotti.

"Dal Simbolismo in poi l’essenza della poesia, il suo obiettivo assoluto, è sempre stato il mistero insito nelle cose. Con l’Ermetismo poi, almeno in Italia, la poesia ha cercato di farsi pura, proprio tenendo presente il discorso sull’assoluto, sull’inespresso: si parlò allora (siamo a metà del Novecento) anche di poesia assoluta. L’arte poetica veniva concepita come una forma di conoscenza e il suo linguaggio come l’estremo tentativo di dar voce all’inesprimibile, di evocare e rivelare il gran segreto dell’universo.
La poesia di Francesco Baldassi si situa in questo alveo, in quella corrente che tanto ha dato alla tradizione italiana contemporanea. I temi fondamentali sono quelli canonici della poesia pura: l’oltre, la vita come consunzione, il tempo che macera, l’amore che salva, e, soprattutto, il nulla, e l’idea che esso sia alla base di tutto. Il nulla, o meglio, il sentimento terribile del nulla è il punto di partenza della poesia di Baldassi che tenta, a volte disperatamente, a volte lucidamente, altre volte addirittura gioiosamente, di riempirlo, di dargli forma, di “vestire” la sua nudità.
Si tratta di una sperimentazione al contempo filosofica ed esistenziale che si realizza attraverso il poetare stesso, mediante cioè il canto e la musica dei versi".

Marco Tabellione

Il nulla alla base del tutto, 27-02-2009 di R. Montagnoli -

« La materialità del nulla, intesa ossimoricamente come presenza, è alla base di questa silloge di Francesco Baldassi. La ricerca interiore sui tanti perché dell'esistenza attuata attraverso un'analisi che lentamente scende in profondità per dare luce al buio assoluto della mancanza di conoscenza finisce per approdare al dubbio, mai risolvibile, che proprio ciò che noi chiamiamo nulla sia il fondamento del tutto. Il lavoro di Baldassi, prima ancora che poetico, è di natura filosofica e i versi sono la manifestazione attraverso la quale si snoda il percorso cognitivo al cui approdo certo non è possibile arrivare, in una ricerca dell'Assoluto, una sublimazione dell'innata spiritualità spesso ignorata e che si svela, pur non completamente, in itinere (Dammi luce, mio Dio / perché è il suo raggio che tesse / intera la trasparenza del mio sogno / e il cuore e il senso delle cose / che di te altissima / cantano impalpabile bellezza / e l'insondabile sereno / della palpitazione del mistero. /...). E' un tragitto intrapreso da tanti in un labirintico procedere che finisce con il riportare alla partenza senza risposte certe, ma con una consapevolezza di serenità tale da desiderare continuamente di riprovare (Quiete di dolce intimità. Nel cielo / gli astri travolgono il pensiero / d'essere esposti al vento / siderale. / Il giorno consuma il desiderio / di durare al di là della limitazione / per cogliere perfetta l'espressione / del compimento. / Tra gli alberi raccolti nell'aperto / spazio che modula il sentiero / della sorte, m'abbandono all'alito / del cuore. / In questa transumanza dalla terra / al cielo, stridulo stropicciare di cicale / scorta la vita nel suo percorso estivo / incontro / alla soglia assoluta della serenità.). Siamo indubbiamente, a livello poetico, nell'ambito della corrente ermetica, la più idonea per sviluppare un discorso filosofico di così elevata concettualità e Baldassi è consapevole che, per scelta e finalità, il mezzo appare il più appropriato per sviscerare, enunciare, proporre quest'opera la cui valenza, sotto ogni aspetto, è fuor di dubbio, raggiungendo livelli di eccellenza che ne raccomandano vivamente la lettura. »

ALCUNE POESIE 


Antica chiarità

Fermo è questo rumore e l’abbandono
dell’aria, che s’adagia sopra il suolo.

Delle stelle l’antica chiarità
fugge da cosmiche, remote lontananze,
incontro a un tempo
per sempre scomparso nell’ignoto.

E il cuore s’annulla in tanta
immensità che grava sugli umani.

Accogli nella tua soglia il mio sostare!

Per questa sorpresa di navigare assorto
dentro la dispersione della vita,
precipito nell’abisso universale.

E l’impossibile
mia nullità s’immerge
dentro la tua infinita densità
d’Amore


Annunzio mattutino


Il tepore adunate, amiche stelle!

E tutta la levità che copre il cielo
ammanti questa serenità del cuore.

L’annunzio mattutino della voce
scopre l’aurora. E l’albero

grande, avvolto dalla severità
dell’ombra, bramisce il suo respiro.

Nascerà, certo, da tutta l’assolata
quotidiana assiduità del tempo
il desiderio di attendere all’ascolto
della lamentazione
alitata dal vento tra le fronde.

E subito sulla pelle
s’accenderà una vastità profonda
di memorie che all’anima
ridonano il sapore
di viandante antico della terra.

Macerazione


I giorni si diradano nel tempo.

E cresce questa mia pensosità
che assimila il Creato nel profondo
scavato lentamente dalla vita.

Mi abbandono sorpreso / a questa identità
che chiama la Presenza
dalla vertiginosa altezza che frantuma
tutta la compattezza del mistero.

Il respiro dell’anima
è l’andare.

Ed ogni verso tradotto nello spazio
trafigge l’adolescenza della carne.

Ma il mio cammino scandisce la cadenza
della macerazione
e punta, alto,
nella condensazione cosmica del tempo.





CONTINUA...

sabato 17 aprile 2010

ALTRI LIBRI EDITI


(desidero  aprire una PARENTESI)

FRANCESCO...dopo una breve spiegazione su come impostare i vari commenti, sta rispondendo con IMPEGNO ED IN MODO EGREGIO ad ogni VOSTRO commento, oserei dire RISPOSTE DA DIECI E LODE.

Solo il leggere le sue risposte si ha la sensazione  di entrare in un mondo "diverso" "particolare" .
Ho respirato da subito questa sensazione e come dico spesso...le mie sono a pelle...e dico (scusate) a Voi tutti, di leggere anche le risposte ai commenti, ne uscirete con qualche punto interrogativo....e non solo.

Io mi sono persa nell'intimo sentire di questo nostro poeta ....

------------
OPS............
SI CONTINUA
con altre pubblicazione.




 RITORNO - Romanzo (Bonaccorso Editore, Verona 2008).

Romanzo molto originale, perché fondamentalmente concettuale e meditativo: non i fatti contano, ma le idee, la maturazione intellettuale, l’itinerario morale e religioso. E la scrittura è rigorosa".
Giorgio Bàrberi Squarotti

"...E non è un caso che Baldassi insista parecchio su un'ascetismo di fondo, sull'esperienza del distacco interiore, sottolineandone non solo il valore di scelta di vita, ma anche e soprattutto di esigenza conoscitiva, di atteggiamento morale. Si inserisce qui l'ultimo, ma non il meno importante, dei motivi che rendono assolutamente coinvolgente questo romanzo: l'anelito profondo e incessante ad una autenticità di vita che solo la religione, intesa nel senso più pienamente francescano del termine, può esaudire".


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Sorella morte - Poesie (Nicola Calabria Editore 2008).









 POESIA FRA TUTTE

La vita

Discende da un silenzio inaudito
e copre dell’Universo intero
il suo bagliore.
Lentamente
s’insinua nelle minute crepe
dell’esistenza e avvolge
la direzione e il senso dell’andare
incontro
al centro dell’essenza.

Per essa si sostanzia
il corso degli eventi e s’apre
la rappresentazione del suo inabissarsi
lentamente dentro la mutazione
dei viventi
nel volgere delle albe a ridosso
del chiarore d’interminabili teorie
di secoli al galoppo dentro il tempo
della presenza umana.

Ecco: è la coscienza che s’apre
nella perseveranza di questo dispiegarsi
nel destino accumulando i giorni
della storia che narrano del pronunciamento
e della concitazione universale
dell’uomo sulla terra.

Così sale e si rende nell’intimo
aperta la diffusione del respiro
nella rivelazione
del senso dello spirito sepolto
sotto le ingenti
quantità di detriti della carne
a proteggere l’enorme vastità della sua voce
che chiama l’eterno
da questa solitudine del mondo.


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Maranathà - Poesie (Nicola Calabria Editore 2008).


Per la poesia di Francesco Baldassi si può subito dire: tanto si leggono i suoi versi tanto più ci si immerge in una spiritualità composita, coerente con lo spirito dell'autore che continua il suo percorso terreno non lasciandosi irretire dalla materialità seppur da quessta trae linfa per ammantarla di quella dose di concezione spirituale (per nulla mistica, sdolcinata) che supporta questo itinerario terreno e tutta la dialettica poetica di cui sono pregni i suoi versi.." (Dalla Presentazione di Pietro Seddio).
Questa sillogie di poesie si pone come testimonianza del bisogno dello spirito di immergersi nel numinoso, con la riflessione e la preghiera: aspirazione oggi, purtroppo, nettamente osteggiata da un neopaganesimo rifiorito sull'onda del consumismo, e da uno spirito laico - che rifiuta ogni pur minimo sospetto della divinità - largamente diffuso e sostenuto in ogni contesto della espressione umana e culturale della nostra società.

UNA POESIA FRA TUTTE
Abbandono

Dentro la pace  che assedia la Tua voce
voglio, Gesù, distendere il riposo.

Da quando ho lasciato questa vicinanza
del clamore e sospeso il rumore
d’ogni possedimento dentro
la mia profondità, ho gridato
l’ultimo appello affidato all’astinenza
custodita nel mio cuore geloso:
l’abbandono, la luce dell’assenza
e le improvvise radure della precocità
d’imprevisti risvegli della primavera
a inanellare di sogno docili fioriture
e lo stupefacente durare di stagioni
donate a gustare la Tua dolce Presenza.

Fa ch’io distenda la sostanza umana
nel contemplare il desiderio acceso
della serenità dei vespri, della convessità
di questa luce raccolta nel corpuscolare
vivo ricomporsi del Tuo Volto dentro
la segreta contrizione del mio nulla
essenziale. Fa che la pace di lucenti
tramonti in dolci grappoli di luce
discenda a frugare nei talami sepolti
nei tarli della mia macerazione
diffusa in questa carne riassopita
nell’intimo più buio della terra
che occupa lo spazio del mio cuore.

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Lieve il vento - Poesie (TABULAfati, Chieti 2007).

"Dal silenzio interiore, alla ricerca della luce o, se preferiamo, dal vuoto alla scoperta e riscoperta del mistero che dà gioia, serenità, tranquillità. Questa potrebbe e dovrebbe essere la chiave di lettura della raccolta di poesie Lieve il vento che Francesco Baldassi, con meditata e accorta riflessione, ha costruito sul filo di una forte tensione emotiva e di una altrettanto significativa visione esistenziale..." (Dalla presentazione di Fulvio Castellani).
...Questa poesia diviene propedeutica alle esigenze dello spirito, e si offre come testimonianza e accoglienza dell'esistenza ancora inespressa della propria verità. Essa diviene anticamera dello sforzo di ricerca del reale, dove lo spirito riposa, non più spossato dalla relatività delle cose, ma confortato dal calore che gli esseri, nella loro consistenza ontologica, sprigionano dalla prepotenza del loro esistere, indicandoci così l'itinerario che può condurre alla Verità". (Dalla 'Nota dell'autore').

UNA POESIA FRA TUTTE

Azzurro e levigato distrarsi del tepore.

L’ansia dal suo remoto poggio
nel denudato sguardo
dell’assoluto
si tinge di stupore.

Semplice concentrarsi sull’essenza!

Ma oggi
da questo crepitare di assonanze
rivolgo l’attenzione
della sorpresa di coglierti destato
dentro lo spazio
ignoto.

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Amore coniugale - poesie (TABULAfati, Chieti 2006).


"...Della tradizione letteraria italiana, il poeta ricupera una dimensione valoriale, religiosa e intensamente meditativa che potrebbe avvicinarlo ad alcuni poeti medioevali che hanno utilizzato il linguaggio poetico per esprimere e rappresentare una visione del mondo fondata su una profonda fede e su sentimenti purificati dal fuoco della ragione metafisica"...
...[In questa raccolta] "il poeta celebra l'amore coniugale ...eterno e fonte di felicità.. non perché sia immobile e statico (infatti come tutto ciò che è umano è attraversato dal dubbio, dalla crisi, dalle incertezze che derivano dalla imperfezione umana), ma perché reso sacro dal costante affidamento e dialogo con Chi dà il senso all'esistenza" (dalla presentazione di Renato Sigismondi).


UNA POESIA FRA TUTTE

Il presente

(La memoria nei versi dell’amore)

Forse e’ questo silenzio percepito appena
nell’impigliarsi di un tremulo chiarore
tra pioppi percossi dal vento di borea
nel rapido appressarsi
della prima stagione della fioritura.

Oppure e’ quest’onda tenera
che vibra per la trepidazione
e assale il tempo della nostra esistenza
spesa nella custodia
di tutto il bene suggellato
nel talamo dell’anima profonda
nell’interiorita’ gelosa del segreto.

Cosi’ oggi, versati nello spazio
della reviviscenza, ci perdiamo
nel vento dello spirito leggero
a raccogliere il dono della vita.

E s’apre la sostanza della voce
a lievitare quiete dolce d’amore
e tacita, fanciulla gioia
del vivere addossati nel presente
in questa stupefacente eta’ della memoria
dove scopriamo
la sorpresa di ritrovare ancora
nell’interiorita’ dell’anima
la pienezza di tanta percorrenza
sedimentata al centro della stabilita’
dell’essere raccolto dentro la sua quiete.

Ecco: s’irradia oggi la luce
dall’attesa del vivere alitata
mentre ci intratteniamo aspersi
da fragili irrorazioni di figure
sollevate dalla labilita’ del cuore.

Sara’ solo la vita, lentamente
a trascorrere all’interno dei sentieri
distratti dalla voce
e noi
consegnati all’impercettibile fruscio
del tempo che inavvertitamente
e’ andato tratteggiando
il ciglio dell’eterno.

Cosi’
nell’attimo della rievocazione
di fronte a te, mia amata, correra’
l’estasi trascorsa e quest’incanto
del tempo sostanziato nel destino
che ha solcato ogni fibra
del nostro piu’ percepito spasmo
dell’esistenza, in questa prolungata
liturgica riappropriazione della vita.

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La forza della vita - poesie (Nicola Calabria Editore, Patti 2006).

La forza della vita, raccolta di poesie che "che si inseriscono in un discorso di ampia portata essendo state concepite attraverso un percorso itinerante per niente 'inventato' per ragioni di poetare, ma vissute con alto senso di interiorità e pregnante religiosità...
.....Una lezione di vita, un sentire spirituale di assoluto valore e di spessore che assumono la paternità di un vero e proprio documento poetico testimonianza d'una attività artistica di encomiabile rappresentatività" (Dalla 'Presentazione' di Pietro Seddio,regista,saggista e poeta)


UNA POESIA FRA TUTTE

Domenica di Resurrezione

Quando è la vita della Vita che si desta
sale dagli inferi il fragore
della solennità divina
foriera d’un’incontenibile vittoria
e la vindice Potenza Creatrice
che annulla l’orrore della morte.

Appare nel sepolcro allora
l’Angelo della folgorazione
condensando la sua terribile presenza
nel lampo
dell’esultanza eterna della luce.

‘Chi cerchi, Maria? Quel bene che tu vuoi
ha fatto trasalire la creazione intera.
Egli è folgore e suprema
potenza della Vita.
È indistruttibile concavità che regge
l’universo.
È la sorpresa del Padre dell’Amore.
È la benevola soavità che scaglia
goccia a goccia effluvi inarrestabili
di eterna irrorazione
della felicità.
È balsamo celeste e rapimento
saettante arco di luce che si affaccia
sopra l’intero spessore del celeste
riversarsi nella dimora aperta
del cuore dei suoi amanti.

Colui che cerchi
sta dove aderisce l’anima legata
al suo destino.
Sta con te, sta in te, sta lì dove l’attende
l’anima smarrita nel suo Amore’.

‘Maria!… Rabbi’!.
E il suono delle voci
riempì l’aria d’una primavera eterna.


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e questo è il volume che
FRANCESCO BALDASSI
REGALERA' A TUTTI COLORO
CHE LASCERANNO UN PROPRIO COMMENTO


L’uomo è la sua minaccia - poesie (TABULAfati, 2005).

Monografia poetica che verte sulla condanna della violenza, del razzismo e della guerra, come aspetti più evidenti di quel ‘malessere che affligge l’animo umano’ e che si esplicita ‘nella profanazione assurda del creato’. Le composizioni trovano vigore espressivo nella forma violenta di un linguaggio volto a scandagliare l’eziologia del male. Esso allora si accende per divenire strumento di scuotimento delle coscienze e sollecitazione alla speranza di un’inversione di tendenza della storia umana.

UNA POESIA FRA TUTTE


IL MIO SILENZIO

Kosovo 1998
la guerra, l’esodo.

Se sei in ascolto
se sei sempre in ascolto:

che non copra la tua ira
lo sguardo incerto, né la tua
roca voce corra a levarsi
nel vento turbinoso della mente.

Uomini
piccoli e vili fanno scempio
della Terra. Altri
uomini spandono lamenti
e sangue e cupi nefasti
presagi e vacui
sortilegi.

Allora tu
devi ascoltare e celare
il silenzio assurdo dell’impeto.

Che non cada nel vuoto il tuo rancore
né i freddi simulacri della menzogna
tornino a rapirti tenerezze.

Uomini vani raccoglie la Terra
falsi profeti. Iniqui malvagi
soldati di morte percuotono il silenzio
e tracciano profonde nere
lacerazioni: e il suolo
umano si screpola in aride
stagioni.

Che non rubi dolcezze
dalle tue mani la cruda calamità
dei corpi senza vita, né i vasti
flagelli delle guerre sconfiggano
il tuo volto, i sogni preziosi
l’innocente speranza.
Soprattutto
ascolta quando si abbatte
il pianto e crolla come grande albero
ceduo la tua forza. Perché dalle
sue sponde la vita deborda e avanza
come piena. Perché le ali sognanti
della tua fragilità colmano
l’impotenza delle pupille stanche.

Se sei in ascolto
se sei sempre in ascolto:

sia questa la voce del silenzio
sia questo il silenzio dello sguardo
sia questo lo sguardo della vita
che richiami dal tumulto
dei giorni sommersi
dal fragore letale
delle armi.






alla prossima...

venerdì 16 aprile 2010

I PRIMI LIBRI EDITI


Molte sono le pubblicazioni di Francesco Baldassi e
desidero elencarle in queste pagine seguendo un ordine decrescente di pubblicazione, ma Vi ricordo che sul sito sito
troverete tutto, ma proprio tutto sulle sillegie di poesie


Il Volto e la Parola - poesie (Pigreco Ed., 2004).

Silloge volta ad ampliare, approfondire e consolidare, espressivamente  ed esteticamente, i temi della fede ed il linguaggio della poesia, nel tentativo di fusione di questi due aspetti nella sintesi comunicativa della nuova visione del mondo propria dell’autore .
L’evoluzione del linguaggio, la peculiare e variegata accezione semantica, profilano nuovi territori di esplorazione linguistica e comunicativa assai articolata e complessa




UNA POESIA FRA TUTTE

Leggero risale

Quando raduno dalla mia insipienza
le ore spossate dal rancore
d’una vita dispersa nel vociare
nello sgretolamento nella
rovinosa disunità del cuore

e il tempo si discioglie nel vanire
e l’animo si piega a raccontare
la traccia di dolore che si scaglia
in lamine affilate di bruciore
(mentre leggero risale il Tuo patire):

solo allora raccolgo il Tuo respiro
e mi piego al tepore del Tuo abbraccio
ogni giorno a levarmi in esili parole
per bruire la tenerezza del Tuo amore
che trafigge l’essenza del donare.

Per questo tendo ogni fibra ad aspirare
la cavità assoluta della luce
che s’irradia dal centro della mente
dove premuroso Ti sporgi ad annullare
le incrinature ruvide del cuore.

Sei perfetto! Attento ad ogni piega
che fonde la sostanza del gridare
dispiegando la voce nel Tuo ardore
a rinverdire l’attonita speranza
che avvince il mio fragile morire.


Stupore  - poesie (Gabrieli, 2003).


Silloge che accompagna l’autore, passo passo, nel percorso intrapreso di un ‘Ritorno’ al Padre, cioè nel mondo della sua adolescenza e giovinezza: il mondo della fede.

I testi poetici, oltre che frutto di ricerca letteraria ed estetica, trovano motivazione ed ispirazione nella testimonianza partecipata della sua rinnovata condizione di vita.


UNA POESIA FRA TUTTE DELL'ANGOLOGIA :

Stupore

Stupore dell’azzurro destarsi
stupiti al sottile
tattile laminare della luce
sorpresa avanti l’alba
nella sua curvatura
limpida saettante all’orizzonte
nell’arco aperto della mente
scattata ancora a consegnarci
corporeo il tepore della vita:

e mattini così trepidi
di penetranti voci
raccolte nel tuo abbraccio!

Stupore
della perennità
del volteggiare attonito
dello squittire adamantino
in cristallini aerei
passaggi apparsi
a sondare vergini cavità
condensate nel centro del pensiero
nella fitta, silente
sonorità del vento
nell’incorporeo arpeggio dell’amore:

e garrule rondini a forare
l’aerea dissolvenza della luna
nell’impietrito squillo dell’albore!

Stupore  della grazia
di poterti chiamare
d’ascoltarti vicino alla mia assenza
di adorarti sospeso nel mio nulla
di coglierti - folgorato
nell’attimo che sa d’eternità -

Padre perfetto, Dio
della consolazione
della bruciante attesa, Dio
unico e immenso
raccolto nell’infinità amorosa
del tuo Volto.

Stupore del respiro
della sconfinata libertà
dello spirituale chiarore
che aleggia nella candida
veste dei tuoi figli, mio Signore.

AH, parlare e amarti
con la voce dell’essere integrale
a raggiungere il tuo cielo profondo
consumarsi dentro la perforazione
nell’universo creatore
del tuo Verbo!

Stupore di sorprendermi
esistente
vivo nell’intimo
del tuo possente ardore
nell’estasi
nel palpito, nella irrompente
graziosità del cenno
nella operosa, essenziale
beatitudine della tua dimora
o Vasta Donazione.

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Prova generale - poesie (Gabrieli, 1985).

Silloge antologica, arricchita di vari componimenti e frammenti di diario.

Questo libro, pur annoverando pregevoli composizioni pregresse e validi inserimenti inediti, non registra una posizione significativa nell’articolazione evolutiva dell’autore.






APPUNTI DI DIARIO (UNO FRA TUTTI)

Un gesto
Le foglie di questo pergolato sono di pietra. Tanto è ferma l’aria intorno. Da questo tavolo, in questa città in mezzo al mare, sento farsi buio. Non so se sono una statua o se posso muovermi.
Una mano sottile, abbronzata, di donna, percorre un lembo di tavolo, poi si alza e resta sospesa, impietrita come la mia fantasia. È un gesto o un pensiero della mente. O la carezza di un ricordo o forse la nostalgia di terre lontane, dove le donne sognano l’Italia e le sue isole e il suo sole, come un miraggio.
Oppure il gesto esprime una tristezza o tutta la tristezza. Poiché penso che nel Nord o nelle grandi isole del Nord, il cielo è sempre offuscato e le città sature di nebbie e gli uomini dentro si aggirano senza cuore o col cuore in frantumi. Ma quel pensiero e quella mano sono ricordi e partenze, separazioni disumane e lutti. Sono tutta l’impotenza e tutta l’esistenza e tutta l’inutilità. O forse soltanto una dolcezza vana di una donna sconosciuta, uguale a tante altre che s’aggirano come fantasmi di pietra in questa immobilità oscura.
Portoferraio, agosto 1969

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Questa luce indossata dalle nostre parole - poesie (Rebellato, 1983).

Silloge che, a dispetto dell’accoglienza positiva del libro precedente, pur restando nei contenuti cari alla sinistra, riapre la voce propria dell’autore.
Scontento dei compagni, anche se la silloge esprime contenuti, tratti dal territorio culturale della sinistra, “augurabili”.
Bilancio positivo della critica. Il testo ha anche conseguito il premio della Regione
Veneto nel 1984


UNA POESIA FRA TUTTE

Felicità

Fragrante ragazza questa
felicità che lievita lentamente
che punge con fermento dolcissimo
questa mia grande felicità che sugge
il mio desiderio sino alle gocce
estreme, questa fragile, che canto
nella più squallida prostrazione
che adesco col respiro di tutte
le nostalgie possibili, che
accarezzo col diaframma più tenue
del cuore, questa mia eterea creatura
nata tra le frange leggere
del sorriso, questo inatteso
assalto di voci notturne, veloci
le tiepide, sontuose nella loro
ultima regalità, sorte da improvvisi
bagliori, celate nel manto
suo, di questa felicità leggera
tra le vesti della sua
accattivante freschezza, questa
- ragazza albata dalla malinconia -
ineguagliabile felicità mi è
scivolata lentamente tra le dita
lasciandomi un vuoto nelle mani.

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Identificazioni e ossessioni - poesie (Gabrieli, 1976).

Silloge che attesta il tentativo dell’autore di appropriarsi, oltre che della dottrina di Marx, anche della cultura di sinistra, quella che allora andava ‘per la maggiore’.
Questo testo ha trovato consensi, come c’era da aspettarsi, dai compagni ‘addetti’ ai lavori.



UNA POESIA FRA TUTTE

Lui

Arrivò deserto, come la brina.
Aggredì la sabbia con i piccoli
piedi nudi e attese che il sole
dimenticasse la spiaggia.

Ma ancora
c’era un’ombra lunghissima
senza nessuna presenza
in controluce. Era
un rumore giallo in contrasto
col mare.

Ma il mare
scioglieva quell’uomo come il sale
mordeva il suo essere quasi
una memoria presente.

L’aria
Un poco bruna, ma non v’era
risacca: solo un bianco
lunghissimo filo che separava
la terra dall’acqua.

Lui
attese che l’aria stagnasse
e in quell’ora dubbia del crepuscolo
iniziò il suo rito.

In lontananza
si vedeva enormemente solo
con la mistica accesa dei suoi gesti
e forse un minimo convulso
agitare di labbra.

Finché
l’ombra chiuse quei piccoli cerchi
ed inghiottì perfino il mare.

Di lui non restò neppure
il sapore o il vento
ai miei occhi dilatati.

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Ceneri del cortile - poesie (Rebellato, 1969).

Silloge che registra il passaggio dell'autore, dalla vita religiosa, al secolo, e il suo inserimento alla vita civile.
Fu Giorgio Vigolo ad orientarlo in questa prima opera, indicandogli in Rebellato il possibile Editore. Come poi avvenne.






UNA POESIA FRA TUTTE

Io non so che morire

Confusi nella nebbia
dormono i pini. Il cielo trasale
e si consuma. Ritorna un limpido
stormire d’azzurro attorno
ai lecci, e un’ansia
d’innocenza. Nessuno resta
nel cuore della notte
a riconoscersi il viso
tra le mani.

1961

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si continua alla prossima pagina con altre pubblicazioni