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lunedì 1 marzo 2010

MARINA SALOMONE e "SALUTE OBBLIGATORIA"


OGGI  DESIDERO CHE VI ADDENTRIATE 
in uno dei suoi scritti riguardanti i "corsi"che propone :

SALUTE OBBLIGATORIA

(un po' lunghetto forse, ma penso sia interessante per tutti noi)


(1) Se mi ammalo in modo lieve ma quanto basta per non aver forza di lavorare
posso scegliere tra due alternative:

(a) stress n1= andare dal medico, fare la fila, ottenere un certificato di malattia, poi andare all´INPS a consegnare la copia e spedire l´altra copia al datore di lavoro.

(b) stess n 2= per evitare lo stress n1, vado ugualmente a lavorare sprecando maggiore energia in termini di quantità ma minore stress in termini di qualità.

Ma queste due alternative non bastano: c´è quella che la maggioranza delle persone che si curano con sistemi allopatici scelgono:

(c ) prendo un farmaco che riesca ad annullare il sintomo e vado a lavorare , perchè "non posso permettermi di fare assenze ". Questo è a tutti gli effetti doping e se ne pagano amaramente le conseguenze.

Ma la cosa demenziale è che molti si stupiscono se tu, malato, non prendi niente. Hai l´emicrania e vuoi solo stare in pace, in silenzio, al buio o a letto ; ti insorge mentre stai lavorando e magari esprimi la richiesta di andare a casa? sei visto come un pazzo ed un pericoloso anarchico e ti viene risposto: " prendi un moment" oppure "ma come, non hai preso niente?"

(2)mi arrivano per posta appuntamenti per il pap-test, per la mammografia, per la colonscopia ecc ecc. Appuntamenti non richiesti. Qualcuno può pensare: "che bella cosa! che servizio sanitario funzionante! Ho l´opportunità di fare un controllo gratis e senza doverlo prenotare!"

Io non la penso così (pericolosa anarchica !!!)

Non voglio fare questi controlli e devo pure stressarmi a telefonare (che è sempre occupato o con la musica) per disdire l´appuntamento. Ci ho provato ma poi mi son detta: e che cavolo! per una cosa che non voglio devo perdere il mio tempo! E allora non disdico e non vado. Ma ecco che allora arrivano altre lettere di rimprovero per non aver disdetto, con un nuovo appuntamento fissato e con una pulce nell´orecchio di terrorismo psicologico del tipo " potresti avere un tumore al colon e noi ti diamo l´opportunità di saperlo ora prima che sia troppo tardi".

Un tale comportamento, ammantato di scienza, prevenzione, buona medicina, in realtà non differisce da quello dei testimoni di Geova che ti danno l´opportunità (non richiesta) di salvarti l´anima. Anzi peggio: non differisce da quello dei call center che ti chiamano per venderti qualcosa e che si indignano della tua maleducazione quando dici che ti hanno disturbato.

(3) STORIA VERA Un giorno il Signor C, di 65 anni , ciclista per passione, si sveglia con una gamba gonfia fino al ginocchio ed una coscia molto dimagrita. Sintomi generali di malessere. Il medico curante sospetta una trombosi venosa profonda: prescrive ecodoppler urgente e calciparina. Il primo posto disponibile è dopo una settimana e allora all´ecodoppler risulta tutto normale. Se lo facevano immediatamente in mattinata forse trovavano qual´era il problema. Se c´era un´ostruzione è ovvio che dopo 7 giorni di calciparina si sia dissolta. Ma la diagnosi strumentale doveva servire ad elaborare una strategia terapeutica che ora invece resta sul vago. Gli resta una vaga dolenzia e debolezza in ambedue le gambe. Il naturopata suggerisce che potrebbe essere un problema di circolazione ma il medico curante , forte della precedente diagnosi dell´ecodoppler e del fatto che il soggetto ha un fisico asciutto ed atletico, lo esclude e gli prescrive un integratore con sali minerali e creatina. Poi gli vengono dolori acuti allo stomaco ed il medico di base gli prescrive antiacidi e ranitidina. Ma un bel giorno i dolori allo stomaco diventano insopportabili. Il figlio lo accompagna al pronto soccorso ma è troppo tardi: si tratta di infarto. Il signor C muore nel 2008.

Ecco qual´è l´efficacia e la tempestività del sistema sanitario. In alternativa il signor C poteva quella mattina andare al pronto soccorso ed in tal caso non instaurava subito la terapia con calciparina. Ma al pronto soccorso (esperienza già fatta) lo avrebbero fatto aspettare 6-8 ore in posizione seduta (mentre a casa poteva stare comodamente a letto), sotto lo stress di una lunga attesa e senza distrazioni dell´angoscia del "chissà cosa ho" (almeno a casa leggi, guardi la TV, distrai la mente dalle ipotesi pessimiste che fai quando non ti senti bene), e non è escluso che durante l´attesa la patologia potesse precipitare e che quindi potessero arrivare scompensi maggiormente acuti tipo embolia polmonare.E che dire poi della diagnosi di gastrite quando si trattava di ischemia?

Così il sistema sanitario è veloce ed efficiente ad offrirti ciò che non vuoi e lento, arrogante e becero ad offrirti ciò che ti serve nel momento in cui ti serve.

Questi semplici esempi erano per esprimere una critica a tutto campo sul´attuale sistema sanitario a livello mondiale.

Se vogliamo guardare l´uomo nella sua totalità, e quindi in modo olistico, dobbiamo anche riflettere sui risvolti socio-politici, filosofico-epistemologici dell´attuale medicina allopatica.

E contemporaneamente fare delle scelte sul modo di gestire personalmente la nostra salute.

A questo proposito voglio riportare le parole (quanto mai attuali ma scritte nel 1976) del grande Ivan Illich, che sempre vi invito a leggere .

"Il diritto alla diagnosi del bisogno, alla prescrizione della terapia e, in genere, alla distribuzione dei beni predomina nell´etica come nella politica e nella legislazione. Questo primato riconosciuto al diritto di vedersi attribuire delle necessità riduce a un fragile lusso la LIBERTA´ di imparare, di guarire, di muoversi autonomamente. In una società conviviale avverrebbe il contrario(...) Ovviamente una simile libertà non avrebbe alcun senso se non fosse basata su un uguale diritto di accesso alle materie prime, agli strumenti ed ai servizi comuni. Come il cibo, il combustibile, l´aria ura o lo spazio vitale, così gli attrezzi o i posti di lavoro non possono essere distribuiti equamente se non razionalizzandoli senza riguardoper i bisogni attribuiti, cioè stabilendo un uguale limite massino per giovani e vecchi, per l´handicappato come per il presidente. Una società improntata alla tutela di un´uguale disponibilità di strumenti moderni ed efficaci per l´esercizio delle libertà produttive non può esistere se i beni e le risorse su cui poggia l´esercizio di tali libertà non sono ugualmente ripartiti tra tutti."

" L´EFFICACIA DEI MEDICI: UN´ILLUSIONE

... si ha la prova che durante l´ultimo secolo i medici hanno influito sulle epidemie in misura non maggiore di quanto influivano i preti nelle epoche precedenti. (...) Quando queste diminuirono (le epidemie inettive), subentrarono le epidemie moderne : affezioni coronariche, enfisema, bronchite, obesità, ipertensione, cancro, artrite, diabete e i cosiddetti disturbi mentali. Le intense ricerche fin qui svolte non hanno ancora fornito una spiegazione completa della genesi di questi cambiamenti. Ma due cose sono certe: non si può attribuire al merito dei medici l´eliminazione di vecchie forme di mortalità o di morbosità, come non vi si può imputare la maggiore attesa di vita passata a soffrire delle nuove malattie. E´ l´ambiente il primo determinante dello stato di salute generale di qualunque popolazione. La geografia sanitaria, la storia della patologia, l´antropologia medica e la storia sociale degli atteggiamenti verso la malattia hanno mostrato che il ruolo decisivo nel determinare come si sentono gli adulti e in quale età tendono a morire è svolta dal cibo, dall´acqua e dall´aria, in correlazione con il livello di uguaglianza sociopolitica e con i meccanismi culturali che permettono di mantenere stabile la popolazione".
I libri da cui ho tratto quaste parole sono DISOCCUPAZIONE CREATIVA e NEMESI MEDICA di Ivan Illich. Aggiungo qui alcuni link utili sull´argomento struttura sociale malata:


Potrei continuare con una vasta gamma di citazioni ma mi fermo qui

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(IN REGALO IL CORSO SU "CEREALI E LEGUMI"

DOPO UN VOSTRO COMMENTO SUI SUOI LAVORI ARTISTICI


...E NON FINISCE QUI...

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