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Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
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venerdì 21 ottobre 2011

IV Parte

ALTRI PROVERBI
DEL PROF. ANTONINO SALOMONE



Immagini :  sfondo  acquerellato di Carla C.  su foglio bianco, Marina S.  ha sviluppato il suo pensiero con i mezzi che le sono più congeniale e cioè un programmino speciale con il quale si accompagna per creare  i suoi disegni.


TUTTE LE OPERE LETTERARIE QUI POSTATE IN QUESTE PAGINE SONO 
DEL PROF. ANTONINO SALOMONE  /
per gentil concessione della figlia Marina


San Francesco di Marina e Carla -acquerello+elaborazione digitale - settembre 2011 

San Francesco

Fece sua sposa madonna Povertà
e dietro a questi si levò i calzari
Egidio, se li levò Silvestro.
Chiamò suo frate il vento,
il foco e sorella disse
pure la nostra morte corporale.
E furon tanti frati, scalzi
e contenti; furon tante suore
che nascosero il volto dietro al velo
contente della pace dentro il cuore.

Ora le copertine dei giornali
mostrano solo femmine di lusso,
che ti sorridono
da dietro il parabrezza
d'una fuoriserie.
Risucchiati nel vortice di quella
i bigliettoni di qualche miliardario
e i sospiri di tanti pappagalli.

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dall'web 

Il Fariseo

Ci fu un tempo che anch'io andavo in
chiesa:
entravo triste per i miei peccati,
li confessavo in fretta, e ormai felice
m'appressavo alla balaustra dell'altare.

Ora ci vanno i miei ragazzi, ora:
gli adulti non ne abbiamo più bisogno;
non scorrazziamo per i prati altrui,
non litighiamo con le parolacce,
non ci picchiamo più come una volta.
Assetati come siamo di giustizia
ci rivolgiamo soltanto ai tribunali:
per una controversia di confine,
per l'assegno scoperto, in buona fede,
o per i noti divorzi coniugali.

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dall'web 

Barabba


Che qualcuno si mettesse in croce
era cosa consueta, regolare;
quello che non capiva era perché
non lui, ma un altro s'uccideva.
Lo vide da lontano sopra il monte;
l'udì forse parlare, e non comprese.

Noi siamo innocenti, noi, di quel sangue:
non inchiodiamo nessuno ad una croce.
E se qualcuno sogna certi regni,
o predica ancora per parabole,
non siamo tenuti ad ascoltarlo:
però gli garantiamo
la piena libertà della parola.


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I vecchi di Marina e Carla -acquerello+elaborazione digitale - settembre 2011



I Vecchi

Coi vecchi non è facile parlare
perché spesso son muti;
con lo sguardo fisso
non guardano niente e vedono assai poco,
o molto, forse,
ma non dicon niente.
Se invece di parole sapessi far dei segni,
pochi, piccoli segni di matita,
mostrerei una serie di ritratti,
una serie infinita.
Ma in fondo, il ritratto
sarebbe sempre uguale:
una poltrona o una panchina;
una giacca da camera o un giaccone,
con sopra, talvolta, un cappelluccio
o un vecchio berrettone,
e sotto,
un viso disfatto su di un collo torto
sulle spalle d'uno spaventapasseri.
I vecchi paventano la morte;
più spesso, l'aspettano,
sorpresi che tardi ad arrivare.
Non sono tanto legati ai loro figli
che sanno ben sani e “sistemati”;
rivedono invece i loro padri
e s'attaccano alle gonne delle madri;
non sentono più di dar la mano
e la chiedono, bimbi, ai loro vecchi.

– Passeggiavo per Lime Street,
no, ero in carrozza con Molly,
aveva fatto l'uovo la gallina,
eppure... sulla spiaggia
una carogna di cane,
un salsicciotto in tasca
mi fa male.
Ricordo appena, non so più,
non so più chi sono,
ma mi conduce James
mi pare, o forse
Joyce.

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Vi invito a seguire questa ennesima personale on-line, molto diversa rispetto alle precedenti,
 che vedrà alla fine un pensiero utile ed interessante  per tutti da parte della 
dott.ssa Marina Salomone. 

ANCORA...


giovedì 20 ottobre 2011

III Parte


ancora 

Immagini :  sfondo  acquerellato di Carla C.  su foglio bianco, Marina S.  ha sviluppato il suo pensiero con i mezzi che le sono più congeniale e cioè un programmino speciale con il quale si accompagna per creare  i suoi disegni.


TUTTE LE OPERE LETTERARIE QUI POSTATE IN QUESTE PAGINE SONO DEL 
PROF. ANTONINO SALOMONE  /per gentil concessione della figlia Marina 


Il discorso della montagna di Marina e Carla - acquerello+eleborazione digitale - settembre 2011 

Il Discorso della Montagna

Disse Gesù: Beati i poveri
e i mansueti,
gli afflitti e gli affamati.
Beati i puri di cuore,
che hanno la pace e sanno darla altrui;
i misericordi beati e i perseguiti,
che nel cielo saranno coronati.

Ma un altro disse ch'era tutto un trucco;
e gli uomini non vollero la pace,
corsero tutti dietro alla ricchezza;
non ebbero più fame di giustizia,
e alla sete trovaron refrigerio
aprendo il frigorifero.
Del cielo dicono di farne a meno
ora che un razzo li porta su la luna.
Ma non amano più gli uomini di oggi,
eppur s'illudono d'essere felici.

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La folla - di Marina e Carla - acquerello+eleborazione digitale - settembre 2011



La Folla

La carrozza del treno o il filobus,
i tavolini dei nights
o dei bar di periferia,
le piazze grandi dei paesini in festa
mostrano sempre un vasto campionario,
mostrano tutto, o quasi, ciò che siamo.
Non importa il colore del vestito
o la marca delle sigarette.
Lo sguardo, forse, tradisce una segreta pena
o un desiderio:
a chi sa intenderlo però.
Corriamo tutti via da qualche cosa;
o da noi stessi?
Cerchiamo sempre e non sappiamo che.
Se ci spinge la fame o più la nausea
non ha importanza; brancoliamo soli
e ci teniamo per mano;
forse da questo vediamo che siam soli.
Come in un carrozzone d'altri tempi
alla rinfusa
col freddo e col terrore;
o come sul barcone di Caronte
con una sola speranza in fondo al cuore,
con la speranza sola che si muore.

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Il buon Samaritano - di Marina e Carla - acquerello+eleborazione digitale - settembre 2011 



Il Buon Samaritano

Solo e ferito sulla strada di Gerico
un uomo aspettava la sua ora:
un sacerdote, un levita
non se ne preoccuparono.
Un Samaritano invece lo raccolse
e lo portò all'albergo
e spese dei suoi soldi
per lo sconosciuto.

Non era poi del tutto sconosciuto
ché aveva mani e piedi come lui
e si lamentava pure con parole
umane.

Le strade d'oggi non son più deserte,
e non è facile inciampar nei sassi,
e nemmeno, di solito, in ladroni.
Si corre lievi sulle quattro ruote
e si sta attenti
ad evitare graffi alla carrozzeria;
solo, ogni tanto, un cane o giù di lì,
ci fa battere il cuore d'improvviso
e talvolta, di rado, anche il viso.
Ma non abbiamo il tempo di guardare
com'è finito il cane.

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Vi invito a seguire questa ennesima personale on-line, molto diversa rispetto alle precedenti,
 che vedrà alla fine un pensiero utile ed interessante  per tutti da parte della 
dott.ssa Marina Salomone. 


ED ANCORA 

martedì 18 ottobre 2011

II Parte



Questa personale sarà un susseguirsi di scritti, definiti a suo tempo dal prof. Salomone "proverbi".
A Voi  qualsiasi riflessione che penso possa essere alquanto soggettiva.
Io proseguo in " PUNTA DI PIEDI " ed in questo caso, ancora di più.



Immagini :  sfondo  acquerellato di Carla C.  su foglio bianco, Marina S.  ha sviluppato il suo pensiero con i mezzi che le sono più congeniale e cioè un programmino speciale con il quale si accompagna per creare  i suoi disegni.


TUTTE LE OPERE LETTERARIE QUI POSTATE IN QUESTE PAGINE SONO DEL 
PROF. ANTONINO SALOMONE  /per gentil concessione della figlia Marina 


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Salomè di Marina e Carla - acquerello+elaborazione digitale - settembre 2011 


Salomè

La fanciulla danzò tutta la sera
per certi convitati del suo re.
Ebbe sorrisi e lodi
e chiese in premio
solo una testa dentro ad un catino.
Ed Erodiade disse
che finiva così quella sconcezza
d'uno straccione troppo linguacciuto.

L'esempio fu certo assai efficace,
almeno pei nostri tempi più civili.
Chi si permette più – la testa a parte –
di brontolare per Liz o Marilina,
se stanche come sono d'un marito
se ne cercano un altro più leggero?

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Salvaci Signore di Marina e Carla - acquerello+elaborazione digitale - settembre 2011



Salvaci - Signore - Periamo


La notte era serena
e il mare buono:
un discepolo badava ai remi,
un altro si curava del timone;
il Signore era in mezzo che dormiva.

Poi venne il vento
e l'onda a mano a mano
s'increspò, si gonfiò, divenne brutta:
grande era il timore nella barca
e il Signore era là, ma che dormiva.
La barca si piegò sempre da lato
e i passeggeri li ghermiva il mare:
allora forse più che la speranza
era non so che specie di terrore,
ma vegliava su essi ora il Signore.

Il vento ormai non fa più paura
e se il Signore dorme, stia tranquillo:
vegliano sempre pronti i marconisti;
e se la barca fa acqua e cola a picco,
rimane ancora una consolazione:
c'è chi riscuote l'assicurazione.

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Narciso  di Marina e Carla - acquerello+elaborazione digitale - settembre 2011 

Narciso

La fonte era pura, molto chiara:
il giovinetto, ch'era corso a bere,
si specchiò nelle linfe,
s'innamorò di sé in un baleno.
Caduto nell'acqua vi rimase;
agli uomini rimase invece
un candido fiore profumato.

Quando un amico racconta le sue pene,
oppure, compiaciuto,
ci partecipa certe sue avventure,
fingiamo d'ascoltarlo
con somma attenzione;
ma attendiamo la fine del discorso
per cominciare il nostro.

Quando gli affari nostri vanno bene,
spesso con un poco di fortuna,
o col favore d'un santo
o di un santone,
siamo visibilmente soddisfatti,
e raccontiamo a tutti
del nostro genio e della vista giusta.
Gli altri sono poco intelligenti,
ma molto fortunati;
quando non è l'imbroglio
che li sostiene a galla.


ANCORA...


 fotografando le immagini, ci sono alcune imperfezioni per via dei vari passaggi di lavorazione.



Vi invito a seguire questa ennesima personale on-line, molto diversa rispetto alle precedenti,
 che vedrà alla fine un pensiero utile ed interessante  per tutti da parte della 
dott.ssa Marina Salomone. 



domenica 16 ottobre 2011

I Parte

Questa nuova personale è senza dubbio completamente diversa da quelle postate fino ad ora, in primis per il contenuto che può più  o meno piacere e si può più o meno essere d'accordo proprio per i temi affrontati, ed è diversa per il diverso taglio che voglio dare.  

Incominicio col dire che è stato utilizzata una diversa impostazione, che  mi ha vista impegnata con Marina a sviluppare anche  un lavoro a quattro mani

Abbiamo pensato di accompagnare gli scritti del prof. SALOMONE, con alcune tavole spontanee ed immediate, fondendo il nostro pensiero sullo scritto proposto.
Sullo sfondo da me acquerellato  su foglio bianco, Marina ha sviluppato un suo pensiero con i mezzi che le sono più congeniale e cioè un programmino speciale con il quale si accompagna per creare  i suoi disegni.
Lavori semplici, ma secondo me molto efficaci e diretti.
Il risultato?
Lo  vedrete man man che inserirò i vari scritti  :

TUTTE LE OPERE LETTERARIE QUI POSTATE IN QUESTE PAGINE SONO DEL 
PROF. ANTONINO SALOMONE  /per gentil concessione della figlia Marina 



Ho paura di Marina e Carla - settembre 2011 - acquerello + elaborazione digitale 


Ho Paura


Ho paura, o mio Dio.
Ho paura degli atomi dei pazzi
ed anche di quelli dei savi
che non mi fanno più tanto pensare,
ho paura di morire
ma più ancora di vivere.
Ho tanta paura, o mio Dio,
ho paura d'essere solo
anche se tanti mi stanno dattorno;
ho paura di parlare
a chi sa,
a chi non sa e vuole ascoltare
le parole giuste e buone;
io non ho queste parole;
ho tanta paura, o mio Dio,
ho paura d'essere piccolo
e tanta, tanta paura
ch'altri mi stimi più grande.
Ho paura di chi non si fida,
ma più, certo, per chi mi presta
la sua fiducia intera;
ho paura delle mie parole.
Ho paura di tutto, o mio Dio:
del gelo che secca le piante
e del gelo di dentro al mio cuore;
ho paura di tutto, o mio Dio,
e non ho il Tuo santo timore.


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Il figliuol Prodigo di Marina e Carla - settembre 2011 - acquerello + elaborazione digitale 

Il Figliuol Prodigo

Disse a suo padre un figlio:
– Dammi la parte che mi spetta,
lascia che vada per gli affari miei –
Si cercò suoi amici e sue donnine,
spese piuttosto presto i suoi denari;
si ritrovò per non morir di fame
servo d'un altro in mezzo ad un porcile.
Si sovvenne però che aveva un padre
e corse a lui; quel giorno
ci fu gran festa per quel suo ritorno.

Noi siamo andati via ormai da un pezzo
dalla casa del padre ch'è nei cieli;
ci siamo dimenticati pur la strada
e non abbiamo più voglia di tornare.
Del resto il padre è morto,
e se la casa non s'è disintegrata
potrà ospitare ogni fine settimana
chi si sarà stancato di campare.

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Giuda : di Marina e Carla - settembre 2011 - acquerello + elaborazione digitale 

Giuda




“Non si può servire due padroni”
disse Gesù; e Giuda scelse per tempo il suo;
dopo quel bacio
non seppe più che farne del denaro,
non seppe più che farne della vita.

Non siamo così ingenui noi moderni:
sappiamo come spendere il denaro,
sappiamo cosa farne della vita.
Quanto al servire, non è più di moda:
non abbiamo padroni, per fortuna.
E se baciamo qualcuno per la strada,
lo facciamo così, senza badare,
pronti a protestare
se un agente ci porta dal pretore.



Vi invito a seguire questa ennesima personale on-line, molto diversa rispetto alle precedenti,
 che vedrà alla fine un pensiero utile ed interessante  per tutti da parte della 
dott.ssa Marina Salomone. 
SI CONTINUA ...