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Mi chiamo Carla COLOMBO, sono una pittrice e scrivo di poesia, ma, poichè amo tanto l'arte , oltre al mio sito ed ai miei blogs che qui sotto vedete, ho aperto questa Galleria virtuale per dare spazio all'arte di altri artisti. A tutto il marzo 2017 hanno esposto la loro arte su queste pagine virtuali 100 artisti con diverse espressioni artistiche: pittura, scultura, poesia, musica, fotografia ed altro
..e per ora mi fermo qui con un caloroso saluto a tutti quanti. Contattatemi come e quando volete: arla_colombo@libero.it

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MOSTRA PERSONALE ...DI SOLE E DI ME presso Centro Florovivaista LA GARDENIA, mbersago, dal 1 dicembre al 7 gennaio Per il quinto anno sarò ospite del centro vivaio LA GARDENIA di Imbersago che per il periodo natalizio arricchirà il proprio spazio di stelle di natale, ciclamini, composizioni ed addobbi vari. Le mie opere saranno inserite in questo splendido contesto e daranno all'insieme atmosfera accogliente e stupendamente accattivante.

venerdì 31 luglio 2015

L'affascinante e misteriosa arte scultorea di Luca Zuliani

La galleria questo mese non va in vacanza! Troppo entusiasta nel dare spazio all'artista che ora propongo.
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Quando un amico comune mi ha mostrato  alcune immagini di opere dell'artista che tra poco Vi presenterò, non ho avuto alcun dubbio sulla richiesta di riservargli uno spazio.
Ritengo, a mio modesto parere, che il Suo operato sia  più che valido se pensiamo poi che si tratta di un giovane artista il Suo operato la cosa mi entusiasma ancora di più.
E' ormai  noto  che regalo   spazio all'arte tutta, ad ogni espressione  artistica, ma in questo caso credo davvero di avere a che fare con un artista che avrà un futuro brillante nel mondo della scultura, ma lo potrete vedere Voi stessi 
"scorrendo immagine dopo immagine, facendo un giro intorno ad esse a 360° per merito di foto egregiamente scattate"
Quando ci si avvicina alla  scultura,  si dovrebbe sempre girare intorno alla stessa, riuscendo a capirne tutta la sagoma, la lavorazione, le varie sfaccettature, non esiste un "fronte o un retro", la scultura va   osservata ed ammirata  facendo appunto un giro completo intorno ad essa. 

PER QUESTO MESE DI AGOSTO 

VI PRESENTO 
LO SCULTORE
LUCA ZULIANI


 L'AFFASCINANTE E MISTERIOSA ARTE SCULTOREA 
DI LUCA ZULIANI
di Carla Colombo 
E' ciò che si prova nell'avvicinarsi alle sculture di Luca Zuliani; un misto di fascino e di mistero che avvolge e incute di cercarne  il significato e gli stati d'animo.
L’aspetto  che subito salta agli occhi  è la modernità espressiva, che si riscontra in qualsiasi opera qui rappresentata nonostante il materiale utilizzato sia un materiale antico, forse il più antico per eccellenza, il più povero, ma senz'altro il più dolce, il più caldo, il più carezzevole, ed è il materiale che Zuliani predilige; il legno.
Zuliani ha il "mestiere" in mano, studiato ed approfondito, ma che deriva da una passione nata in età adolescenziale, una passione forte che  lo ha portato ad accostarsi alla scuola d'arte per studiarne le lavorazioni e cercando tra i vari accostamenti a maestri dell'intaglio  di rubare, forse,  trucchi che solo i grandi sanno di avere.
Nelle  opere lignee di solito vengono conservati nodi e fessure per poi arricchire il tutto  con  solchi studiati della  scalpellatura sapiente e ben dosata in modo che nulla stoni e che il prelievo del materiale diventi arricchimento dell'opera ed è ciò che Zuliani mostra in alcune opere lasciandole allo stato naturale, altre opere invece vengono  trattate per darne lucentezza; effetti particolari che assumono l'aspetto metallico, come se fossero state  forgiate o cotte in forno. 
Luca Zuliani  prende  le distanze dai soliti canoni, ma non li rifiuta, conosce la storia dell’arte e mostra notevole padronanza dei processi formali: disegno, tecniche, strumenti per modellare la materia.
Nelle sue opere non siamo  davanti a modellatura, spesso si fa l’errore di chiamare sculture opere modellate con la creta, ma a vere e proprio sculture dove il materiale viene tolto, taglio dopo taglio, colpo dopo colpo da un pezzo unico 

per cercare e scoprire il regalo che manifesterà  nella trasmissione del proprio stato d'animo su un pezzo di materia che potrebbe sembrare inerte, invece l'artista sa  già che dal materiale uscirà qualcosa di unico, qualcosa che avrà anima e cuore, che vivrà di pulsazione propria.
Cerchiamo di carpire l’essenza e l'energia pura che Luca Zuliani trasmette e che non è contaminata da fattori esterni rispetto all'espressione artistica.
La Sua è espressione pura, a volte violenta, a volte selvaggia. a volte mistica, che, accompagnata da un sapiente uso del "mestiere" rende le Sue  opere pregiate e personali.
Riuscire dalle immagine a capire tutte le varie lavorazioni diventa abbastanza difficile, le sculture vanno viste fisicamente,  ma da quel che si può intravedere ogni scalpellata è data a ragion veduta, non per caso o per sbaglio, tutto è meticolosamente ben studiato, ma il tutto assume lo stesso un aspetto spontaneo ed avvolgente come se fosse tutto naturale, dovuto proprio alla sicurezza ed alla immediatezza espressiva. 

Nell'opera "Apollo" leggiamo  la drammacità di un uomo crocefisso in un  cerchio la cui circonferenza emana fiammelle. Un uomo asciutto, senza volto, come se appunto la drammacità del vivere possa accadere a tutti noi, indistintamente, colpendo a caso, come in una roulette.  
Un bell'insieme  che incuriosisce e cattura lo sguardo soprattutto negli arti volutamente bronzati, forse bruciati.  Quante volte ci siamo autoaccusiamo di aver bruciato una vita! 

In "Ferocia", se ci soffermiamo sul volto potremmo pensare ad un qualcosa di consistente, di solido, di volutamente massiccio. Il legno viene scolpito a pezzo unico dando sagoma ad un volto fermo e sicuro Il tutto diventa ancora più concreto quando ci si sposta con la sguardo alla parte inferiore,  La materia  assume un gioco di frastagliature che si uniscono al volto per farne un insieme d'energia. Artigli che squarciano, artigli che feriscono, artigli che provocano dolore.

Che dire de  "Il frutto del desiderio" ? Una Dea, Venere, Eva, una musa ispiratrice. la donna raffigurata solo nel tronco,  un corpo sinuoso, che un uomo desidera. Gli arti sono inesistenti, forse immaginari. Molto  interessante la folta chioma arricchita dal  trattamento steso  e da   una sfera rossa...forse la mela di Eva? Molto interessante inoltre la lavorazione a ricamo scolpita nella parte inferiore a delineare un insieme armonioso, accattivante e alquanto personale. 

Con "Implosione"  Zuliani raggiunge il suo inconscio espressivo. Occhi sbarrati che scrutano un vedo non vedo, in un cranio-testa ripiegato, sofferente: occhi imploranti oppure spaventati, implosione di dolore, ancora più imploso se possibile dal bavaglio-drappo posto sulla bocca come a chiudere una via di sfogo, di urlo, di dolore.
Forse semplicemente l'impossibilità di raccontarsi e di farsi ascoltare a riesce molto bene a trasmettere un senso di angoscia, di sofferenza. Valido messaggio in questo difficile momento che stiamo vivendo un po' tutti.

"Motore in avaria" ? La fantasia  la fa da padrona oltre ovviamente la  bravura di esecuzione.
Un motore in avaria rappresenta in fondo il nostro corpo, quando si incomincia a sentire che qualcosa  lo sta segnando, lo sta   distruggendo. Un motore (di una macchina)  è come il nostro cuore (di un corpo) ed allora vediamo questo volto con il richiamo di un movimento-gioco di tratti più o meno solidi, ben scolpiti e accoppiati, una macchina solida che si sfascia paragonabile ad una vita che si perde.  
Dalla foto non si nota, ma girando appunto a 360° intorno alla scultura il volto  si sfigura  segno appunto di sofferenza, di degrado, di solitudine ... il volto è irriconoscibile, distrutto.

L'opera "Psycho", affascinante e coinvolgente, mezzo profilo di un volto  che denota un modo di essere, di pensare, di agire.
Con tanti piccoli intagli di scalpello  l'artista è riuscito  a trasmettere visivamente un volto, ma soprattutto di una mente, sicura, ferrea.  
Eppure anche la staticità di volto e la sicurezza di una mente può vacillare  e ci vuole davvero poco a perdere i propri punti fermi, le proprie sicurezze.

"Re Mida" potrebbe essere paragonata alla precedente "Ferocia", ma più elegante, levigata, lineare. Un bellissimo pezzo unico di bravura e Re Mida …
piange   la figlia d'oro senza vita (tratto dal celebre passo).

Un grido di libertà, di esplosione viene trasmesso con "Resurrezione".
L'uscita da uno squarcio di materia del  corpo a braccia aperte ed il capo rivolto al cielo, proprio come la resurrezione di Gesù.
Un'opera inneggiante alla libertà, o di  denuncia per tanti corpi sofferenti..eppure deve, deve esserci la resurrezione dopo i momenti di dolore.

Ed infine, ma non ultima "Terra madre" , molto originale, calda, una madre natura che porta nel grembo la vita, colorata, luminosa.
Molto accattivante nel suo insieme per la naturalezza del legno con i suoi nodi ma anche per  l'arricchimento fantasia di chiara impronta personale.  

Soffermarsi su ogni opera   per carpire i dettagli e farsi coinvolgere in un mondo silente ma di forte impatto emotivo è questo che Zuliani invita a fare,  facendoci sentire attrazione per ogni Sua opera.
Nonostante la Sua giovane età sa come “acchiappare” l’estimatore delle Sue opere ed è conscio della Sua bravura che sfocerà senz’altro in altre stupende opere per un Suo personale percorso artistico ricco di soddisfazioni
Dalla  Sua ha la sensibilità, la tenacia, la testardaggine di artista,  ma soprattutto di un uomo che ha riposto in questa sua arte parte della Sua vita con dedizione e tanta tanta passione.
L’arte non sa mentire e solo chi fa vera arte sa essere artista.

Carla Colombo
18 luglio 2015 
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Poichè   ho cercato di "leggere"  attraverso le immagini, con il rischio ovviamente  di mal interpretare anche perchè, come dicevo, una scultura va osservata a 360°,  mi permetto di postare anche la risposta che Luca Zuliani che mi ha inviato in risconto all'invio di questa mia recensione.

"Buongiorno Carla,
intanto La ringrazio... la recensione mi è piaciuta tantissimo...e in alcuni punti (vedi descrizione di Implosione) mi sono perfino emozionato/commosso... ha proprio scritto ciò che io sentivo e che volevo esprimere.. e sono soddisfatto di esserci riuscito.

Le altre due sculture a cui tengo particolarmente sono Psycho e Motore in avaria.
So che non dovrei, ma effettivamente non Le ho precisato alcune cose di queste sculture (e ammiro le sue interpretazioni in base a delle semplici fotografie)... per notare alcuni particolari purtroppo bisognerebbe averle fisicamente davanti. Mi auguro che in futuro possa esserci quest'occasione anche per conoscerla e ringraziarla di persona.

Tornardo alle sculture...
In particolare per Psycho, il volto preso in modello è quello del David di Michelangelo (simbolo di perfezione e determinazione a mio parere). Con la sua torsione e deformazione volevo rappresentare la fragilitá e il mutamento della psiche umana.

Motore in avaria.. mi è piaciuta la sua interpretazione, sopratutto il riferimento al cuore/motore. Con quest'opera la mia intenzione era quella di rappresentare l'alienazione dell'uomo moderno. Come ha visto lei, il volto è diviso in due parti... la prima, quella più in evidenza, rappresenta l'uomo protagonista della propria vita e che cerca di stare al passo con il progresso tecnologico (quasi si adegua, come sta ad indicare la parte finale del volto che si allinea alla ruota meccanica).. l'altra parte, che solitamente si nota in un secondo momento, rappresenta semplicemente la conseguenza a quanto prima detto..dove l'uomo è esposto ad una maggiore solitudine e pressione psicologica, sotto la quale è facile scivolare nell'isolamento e nel malessere, nella degradazione della coscienza.
Il frutto del desiderio, confermo che è proprio Eva che vuole nascondere la mela. Il titolo è ambiguo, proprio perchè si riferisce sia alla donna in sè che alla mela (il peccato).
Ferocia rappresenta la parte malvagia e crudele che si nasconde nell'uomo, questa scultura vuole mettere in evidenza l'animo oscuro rappresentato dagli squarci degli artigli.
Infine Re Mida si ispira al seguente passo dell'omonima storia:
Gli occhi di Mida luccicarono. Non dovette riflettere per dare una risposta. "Mio signore" disse, 
"concedimi che qualunque cosa io tocchi diventi oro". Sarebbe così certamente diventato l'uomo più ricco del mondo. 
"Così sia!" disse Dioniso e, prendendo Sileno per un braccio, ritornò nel suo regno. Ma Mida notò 
che il suo passo era lento e il suo volto preoccupato.
(...) Mida sedeva così sul grande trono d'oro col pane e il latte trasformati in oro davanti a lui, piangendo la figlia d'oro senza vita e rammaricandosi d'essere stato così sciocco e così avido.

Ho cercato di farle una panoramica...così come rispondo di solito alle domande di coloro che si avvicinano alle mie sculture.
Ovviamente vorrei che si sentisse libera di prendere o meno in considerazione quello che le ho appena scritto. Per me è stato un modo per farmi conoscere un po' di più e l'occasione per confrontarmi con un'esperta in materia."
Grazie ancora.
Buona domenica,
Luca Zuliani

BIOGRAFIA



Luca Zuliani nasce a Camposampiero (PD) il 27 ottobre del 1988, vive e lavora a San Giorgio delle Pertiche (PD). 
Fin dall’adolescenza scopre la passione per il legno, comprando il primo scalpello all’età di 12 anni.
Si diploma nel 2007 presso l’Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova dove nei cinque anni di studi apprende le tecniche di scultura e modellazione con i professori Iral Mario e  Rodella Sergio.
Nello stesso anno entra a far parte dell’Associazione “Picchio Rosso” , dove  conosce e si confronta con altri scultori, iniziando a partecipare a varie dimostrazioni, manifestazioni, mostre e concorsi di scultura.
Tra il 2008 e il 2010 partecipa a più noti simposi di scultura su legno nelle città di Auronzo di Cadore  (BL), Castello Tesino  (TN), Temù  (BS) e Asiago (VI).




AL SUO ATTIVO 

- DUE VOLTE III PREMIO all’ex-tempore di scultura su legno “Giovanni da Cavino” Cavino (PD).
- anno 2013 - riconoscimento dalla giuria del “Risveglio dell’Arte” di Limena (PD) per l’opera “Motore in Avaria”. 
. anno 2015 . I PREMIO-concorso “Risveglio dell’Arte” di Limena (PD con l scultura “Implosione”.



in corso :  anno 2015 - PERSONALE ON-LINE  galleria lavostraarte di Carla Colombo . mese di agosto 


ALCUNE OPERE 
rappresentate in diversi lati 

titolo opera : APOLLO 






titolo opera: FEROCIA 





 titolo opera: IL FRUTTO DEL DESIDERIO







titolo opera: IMPLOSIONE









titolo opera: MOTORE IN AVARIA 







titolo opera: PSYCHO 





titolo opera : RE MIDA






titolo opera: RESURREZIONE






titolo opera : TERRA MADRE 





ed inoltre una carrellata veloce di altre sculture 
che mi sono permessa di prelevare dalla Sua pagina facebook
















Potrete seguire LUCA ZULIANI
sulla Sua pagina facebook 
https://m.facebook.com/lucazuliani.scultore

inoltre : 
Cell: 329 3437928
Mail: lucaz.scultore@gmail.com

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a Voi ogni commento al riguardo..

e se posso consigliare, non perdetelo di vista, 


avrà un sicuro successo



mercoledì 1 luglio 2015

Il mondo emozionale di Mario Aliprandi

Ho il piacere di ospitare un amico artista (non ama definirsi tale) che ho avuto il piacere di conoscere per puro caso durante un viaggio in treno, direzione  Arezzo. Era l'occasione di un ritiro di un premio in un concorso nel quale io venni  premiata per la sezione pittura, mentre "lui"    per le sezioni fotografia e poesia . 
Da allora la nostra amicizia, seppur non ci vediamo spesso,  ma che comunque la si percepisce ed è palpabile,  è diventata un punto fermo, tanto che spesso, con l'amico comune fotografo Giovanni Conti, anche lui presente e premiato ad Arezzo,  sono sempre onorata di una loro visita durante le mie mostre.. 
Sono contenta di ospitarlo anche perchè il  mio invito risale a qualche anno fa, e mi chiedo ancora cosa l'abbia spinto ora  a far conoscere al grande pubblico virtuale attraverso questa mia galleria, il Suo operato. 
Non   ama  molto presentare i suoi lavori, o meglio, li presenta in sporadici concorsi, sono quindi onorata di averlo qui e farò in modo di rendere le Sue emozioni artistiche entusiasmanti, 
E' con piacere che presento alle mie amiche ed ai miei amici lettori, ma comunque a tutti coloro che passeranno di qui :

MARIO ALIPRANDI 
ed il Suo  mondo emozionale 

Da subito, come ci si avvicina a Mario Aliprandi, si ha la sensazione di trovarci davanti ad una persona  schiva e riflessiva, a volte sembra incuta soggezione, proprio per questo suo modo di ponderare ogni parola che esce dalla sua bocca, Mario Aliprandi  si presenta persona pacata, poco loquace, (forse solo apparenza),spesso vestito di scuro, una persona che dà l'ìmpressione,e probabilmente lo è per davvero, che sappia ascoltare,  percepire, meditare e rielaborare.
Un moderno filosofo seppur non ha studiato filosofia. 
Non penso  di sbagliare in questa mia "veloce impressione" e ne ho la certezza quando mi avvicino ai Suoi scatti fotografici o mi accingo a leggere le sue cosi dette ballate /come lui le definisce. 
A volte mi chiedo cosa pensi di me, io che nella mia esuberanza, spesso esterno, sempre nella correttezza, i miei stati d'animo e alcune riflessioni a voce alta, ma poi mi dico che se  la nostra amicizia resiste da anni, vuol dire che tutto sommato ci capiamo e ci stimiamo.

Mario Aliprandi ama manifestare le sue emozioni con la macchina fotografica con la quale coglie attimi particolari. La Sua fotografia   è sempre pulita e quasi sempre dai colori luminosi. 
Si è pure cimentano con  rielaborazione particolari che spesso gli hanno accreditato risultati positivi ai vari concorsi ai quali ha partecipato.
I suoi scatti non sono mai fine a se stessi  in ognuno di esso raccoglie frammenti  della sua personalità che non penso sia facile da cogliere, ecco che allora vediamo la razionalità di uno scatto (l'andare del giorno con le sue monotonie, le radici sicure dove riporre il capo,) ma se poi spostiamo  l'occhio su altri scatti notiamo   romanticismo  malinconia, nostalgia (un amore in corso, un amore vissuto, un amore perso  oppure semplicemente ciò che vorremmo fosse e non lo è).
Mario Aliprandi spazia molto, ma credo che ami la fotografia per pure piacere personale tanto è che non ha mai organizzato una sua personale nonostante sia stato anche da me spronato e nonostante sia anche membro di giurie di concorsi nella sezione fotografia. 
Tagli netti dunque, decisi, tagli che fuoriescono da un obiettivo calcolato ma anche spontaneo e ricco di emozioni. 

Seppur Mario Aliprandi non ha studi letterari, non conosce nulla di metrica, di sintassi , la sua poesia che lui ama definire "ballata" è emozioni allo stato puro. Tutto diventa tale! Le descrizione di ambienti e di luoghi diventano scenografie di un palcoscenico, parte integrante del suo raccontare, del suo far partecipe il lettore. 
Di contro il  "bel scrivere" lo si assapora   quando si prodiga in dialoghi d'amore, in conversazioni che raccontano di vita quotidiana trasmessa alla donna amata, alla donna che in  quel momento di vita gli coglie il cuore, dialoghi trasmessi al lettore con i mezzi congeniali di oggi, (sms col  cellulare).  Mario in questi dialoghi regala il Suo cuore non solo alla destinataria di tali scritti, ma anche alle lettrici che si accostano alla lettura delle Sue ballate. 
Solo una persona che sa innamorarsi riesce a scrivere così come lui sa fare, solo una persona che prova malinconia e nostalgia, gioia e dolore, speranza e delusione, sentimenti-emozioni che in un amore spesso vengono coinvolti. A volte Mario Aliprandi rasenta l'eros, ma lo fa con la delicatezza di una penna raffinata, mai volgare, sempre tendente al trasmettere stati d'animo dove chiunque si può immergersi leggendo storie di normale "amore" o di difficile "amore". 
Mi piace paragonarlo ad un moderno e contenuto "Neruda" soprattutto quando scrive in prima persona ed è facile intuire che  il tutto è autobiografico ed allora ci si immedesima in quella donna che ha potuto godere di così tante attenzioni.
A mio parere con "Bagatella" raggiunge "per ora" l'apice del suo scrivere, ma penso che Mario ci riserverà in futuro altri interessanti scritti dei quali potremo goderne la lettura e le riflessioni.

Carla Colombo
15 giugno 2015 

RECAPITI: 
Aliprandi Mario Via Amigoni, 14 – 23854 Olginate Lc
Cell. 3385281172 – Mail – wooster1960@libero.it

Mario Aliprandi, nato a Rofrano (SA) 

l’11-05-1960, risiede ad Olginate (LC).

La Fotografia da circa trent’anni, e la poesia da un decennio, sono gli hobby che pratica nei pochi momenti di tempo libero. 
Così scrive di sè: 
“Non ho nessuna preparazione specifica, non conosco la metrica, e le mie, più che poesie, credo siano delle prose brevi, ballate romantiche, strumento/pretesto con la quale racconto la donna, gli amori, le malinconie degli amori difficili, sofferti, a volte impossibili, sfoghi nei momenti di incertezza sentimentale”. Malgrado ciò, grazie alla “generosità” delle giurie, tante sono le soddisfazione raccolte, molte sono infatti le opere premiate e segnalate in vari concorsi letterali in tutta Italia, e molte ancora, figurano nelle antologie di altrettanti concorsi.



Vi presento una  suggestiva sequenza di scatti che Mario ha effettuato durante i viaggi in PROVENZA. Lo ha ispirato i campi di lavanda, il sentiero dell'ocra, i girasoli, i negozietti,  ma soprattutto i colori puliti e solari di quella splendida zona,decantata dalle tavolozze di molti maestri d'arte del passato ed ora vediamo una tavolozza positiva e colma di serenità trasmetta con l'occhio di una macchina fotografica, ma soprattutto dall'occhio "attento" di un bravo fotografo.
"ARIA DI PROVENZA"
di Mario Aliprandi  

 un sogno



colori di papaveri 






lavanda...tanta lavanda























tanti colori e.... 














il sentiero dell' ocra 








sole come girasole 





..ed un arrivederci...in PROVENZA 


.....“Non ho nessuna preparazione specifica, non conosco la metrica, e le mie, più che poesie, credo siano delle prose brevi, ballate romantiche, strumento/pretesto con la quale racconto la donna, gli amori, le malinconie degli amori difficili, sofferti, a volte impossibili, sfoghi nei momenti di incertezza sentimentale”..Mario Aliprandi 

"BALLATE"  DI MARIO ALIPRANDI

TUTTE LE VOLTE CHE TI AMO

Ho labbra piene di baci da baciarti
e mani piene di carezze da carezzarti.
Ho braccia piene di abbracci da abbracciarti
ed ho un cuore pieno di ti amo da rovesciarti addosso, da farti annegare.
Ho un ti amo all’aurora, perché renda buona la tua sveglia che suona.
Ho ti amo per quando ti pettini, quando ti trucchi…
quando esci di casa.  
C’è un ti amo per le suggestioni dolcissime
che mi procurano i tuoi occhi
e ti amo ninna nanna per cullarti
quando i tuoi occhi si abbandonano al sonno.
Ci sono ti amo da farti scorrere addosso, morbidi,
come quel tuo vestito morbido,
e ti amo delicati, che carezzandoti, ti scivolino sul corpo
goccia a goccia sotto la doccia.
Ho ti amo da offrirti al posto di un fiore
ed uno arcobaleno per spazzar via il veleno.
C’è un ti amo spudorato da urlarti al telefono
e altri 2469 da sussurrarti in messaggio.
Ho ti amo al sale per quando ti manca il mare,
e ti amo offella se vorrai nutella.
Ho ti amo camomilla perchè tu sia quantrilla,[1]
e ti amo ruffiani mentre ti sfioro la mano.
Ho ti amo stesi fuori ad asciugare,
perché hanno raccolto le tue lacrime e ti amo pieni di
pianto, perché non c’erano ad evitare quel pianto.
Ho tasche colme, straripanti di ti amo!
Ho un ti amo per quando non ti senti amata,
e tanti ti amo per quando non t’ami.
Ho ti amo di cure per quando avrai dolore
ed uno di scuse per quando ho offeso il tuo cuore.
Ho ti amo di gioia per quando sei contenta
e altri da farti indossare quando non ti vedi bella.
Ho ti amo profumati di maggio,
perché sei la primavera che mi seduce, che mi da coraggio,
e ti amo da spargere sotto la luna…
Perchè sia la luna il tuo portafortuna.
C’è un ti amo per te che sei poesia e carnalità,
che sei musica e melodia, per te che ti offri e ti ritrai,
che col tuo corpo di donna, con la tua voce bambina,
col tuo seno timido, ma al tempo selvaggio, audace:
dai forma e sostanza ai miei sentimenti, ai miei desideri.
Ho ti amo con vibridi[2] di passione,
perché la passione è la tua luce migliore…
Perche sei tu il mio tempo migliore.
Ho ti amo silenti per quando non mi permetti di dirti ti amo,
e ti amo imbronciati come le tue labbra quando sono imbronciate,
ma io sono qui per tempestarle di baci. Ho ti amo per quando
mi lasci e te ne vai, e tanti ti amo, perche già lo sai:
ti batterà forte il cuore, ti mancheranno
i ghirigori delle mie dita sulla tua pelle, e allora:
“brontolando amore”, “cucciolando tesoro” mi verrai a cercare.
Ho un ti amo da farti trovare sotto l’albero di Natale
ed uno che dia lusciori[3] al tuo capodanno.
C’è un ti amo da regalarti incartato, una sorpresa,
un’idea elegante per il tuo compleanno.
Ho ti amo con le ali, perché tu possa volare
e un ti amo diamante, perchè tu sei importante.
C’è un ti amo innamorato, innamorato della tua voce,
del tuo dolce sorriso, ed un ti amo
dolce com'è dolce il tuo viso.
C’è un ti amo che ti scaldi quando viene sera , e un ti amo
perché: “Is ogus tuus, alluttus che su fogu, sa bucca tua,
prus frisca de una rosa, in su coru
m’hant fattu cussu giogu, chi ddi nanta, sino sbagliu, amori”.[4]
Delicata fuggente farfalla, ho tanti ti amo per dirti ti amo e,
ricoperto di polvere, fuliggine
e ruggine c’è un ti amo fanè, inutile, vano…
E’ il mio ti amo per quando non t’amo.
                                              


[1] Tranquilla
[2] Brividi
[3] Splendore, luce
[4] Trad. I tuoi occhi fiammeggianti, la tua bocca più fresca di una rosa, mi hanno fatto in cuore quello scherzo…
   Che se non sbaglio, si chiama amore. O. Bacaredda da “A Lugori”

Tutte Le Volte Che Ti Amo                                                                          


                                                                                                          Mario Aliprandi 


BAGATELLA 

C’è una luce stamani che invita alla leggerezza… Tiepidi raggi di
sole, che hanno voglia di giocare, mantengono a mezz'aria, in un
delicato vortice migliaia di pistilli, di pollini multiformi - profumati.
Un’idea di vento, una brezza leggera mi sussurra: “Sorridi”.
Lei cammina con andatura ritmica dovuta certamente alla musica che
ascolta dalle cuffiette rosse e da cui, mentre mi viene contro, lieta si
lascia soggiogare… Gli occhi socchiusi, assenti, anziché sminuire, (se
possibile) esaltano ancor di più il suo fascino, la sua bellezza. Senza
interrompere il passo, per coccolarsi, porta alle labbra un pasticcino
che morde con dolce, spontanea voluttà, com’è dolce la sua espressione
come immagino debbano essere dolci quelle labbra, quando a metà, tra
l’infantile e il seducente, un dito, le sfiora a raccogliere una goccia di crema
prima di sparire, di perdersi, nel piacere della sua avida bocca socchiusa.
Una corta gonna, gremita di fiori colorati, vola via nel vento ad improvvisare
una danza leggera, sensuale, che scopre le sue provocanti, perfette gambe
gambe sveglie, curiose, gambe che sembrano dirmi: “Guardaci, la primavera
è qui, siamo noi, siamo solo noi i custodi del tuo desiderio, del tuo piacere
segreto”. Di rapina, colgo in lei il brillio di un sorriso, ed è quasi folle, ma in quel
mentre, in quello stordimento, mi è parso che fossero proprio loro, le sue sfacciate
gambe a sorridermi compiacenti, complici, a confermare che sì, la primavera è
proprio lì, profumata, intrigante… Lei balla spinta dalla sua silenziosa musica, io
vibro al silenzioso canto del suo corpo. Vicinissimi c’incrociamo entrambi assorti
nei nostri pensieri, nei nostri mondi privati, lei non sa, non può sapere, che per un
lungo interminabile istante, il mio mondo, il mio intimo mondo… En passant è lei.
E siamo oltre, ma… E’ un attimo, la mia attenzione torna a posarsi su di lei, sulla
sua schiena nuda che sinuosa si allontana, e per un nuovo lunghissimo istante
i miei occhi ubriachi, ebbri, indugiano, fissi lì a rubare, a catturare con un ultimo
sguardo, (prima che si perda tra la folla) la primavera che si allontana, che fugge
via su due gambe sconosciute… “Quanto piace al mondo è breve sogno”[1].
Riprendo il cammino con ancora impressa, nel labirinto della mente mia, la sua
immagine… Un’istantanea in negativo che sognante va.
Fiori d’arancio olezzano al vento… Seguo il suo consiglio e… Sorrido.



[1] Petrarca. Canzoniere



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      ED ANCORA

BACIO DI DONNA
ETERNAMENTE DURA
BACIO DI GIUDA

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ENTRASTI NEL MIO CUORE
INTRAPPOLATA NON PUOI PIU’ USCIRE
LABIRINTO D’AMORE

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NON SO NUOTARE
AMO UN’ISOLA: LEI
SFIDO IL MARE

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e così scrivevo sul mio blog nel 2011  ....

In occasione dell'esposizione della mia nuova personale "UN ATTIMO..E' EMOZIONE", ho avuto ancora una volta il piacere di salutare   gli ormai consolidati "Amici" che mi pregiano sempre della loro visita durante appunto questi appuntamenti con la mia pittura.
Parlo di Giovanni Conti e Mario Aliprandi, due bravissimi appassionati fotografi della mia zona.
Quest'ultimo, Mario, oltre ad essere un bravo fotografo dall'occhio attento e sensibile mi ha omaggiata di una sua fatica letteraria "Made in Mario" come dico io quando descrivo un "qualcosa" creato artigianalmente dall'artista.
Mi sono travata fra le mani, con un certo stupore, misto ad apprezzamento, un piccolo volume dal titolo :
LA DONNA DEL TRENO

che in qualche modo mi vede coinvolta, anche se giustamente solo in modo introduttivo nel libro, ma presente  realmente nel vissuto, poichè descrive un "particolare incontro" che noi tre...cioè Giovanni, Mario ed io, abbiamo avuto durante il tragitto ferroviario che da Arezzo ci riportava a casa dopo aver ritirato un premio per un concorso in quel di AREZZO.


Non avrei mai immaginato che tutto questo potesse diventare  un "racconto" ed invece  Mario,sempre così sensibile,  si è dato da fare  ed ha sviluppato uno scritto secondo me  pregevole e molto accattivante in alcuni passaggi. 

Mario  ha già avuto un riconoscimento per questa Sua fatica, e poichè  mi ha chiesto un mio spassionato parere 

mi sono permessa di scrivere :
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Con delicatezza e sensibilità Mario ha colto   i tanti aspetti di un animo non certamente semplice. Ho apprezzato moltissimo l'introduzione che non si perde in scontati preamboli, forse perché mi è sembrato di rivivere appieno quel giorno, ma non è da meno neppure l'introduzione dei due personaggi (gli altri viaggiatori) che seppure marginali, hanno dato movimento al racconto stesso.
In questo racconto,  rispetto agli altri precedenti  di Mario che ho avuto modo di leggere, ho notato che la scenografia è marginale, forse inesistente, tutto si focalizza sul rapporto d'amore di Roberta e della sua infanzia-vita con riflessioni, considerazioni e tanto altro.
Porre   l'accento sulle varie fermate del treno nelle varie stazioni fa sì che il viaggio  sia molto "vivibile" ed invita il lettore ad entrare in quella carrozza e farne vogliosamente parte.
Anche questa volta Mario , secondo il mio modesto parere, ha fatto centro!!!.







ED ANCORA:

UN CUSCINO PER LA BUONANOTTE
(UNA STORIA D'AMORE) 
collana Le schegge d'oro Montedit - finito di stampare nel febbraio 2012
Raccomandabile...un piccolo volume che si legge tutto d'un fiato e che non si vede l'ora di arrivare alla fine per sapere-conoscere il finale......(ma non voglio rivelare nulla)
Un dialogo di due innamorati  coinvolti in una storia d'amore clandestina , fatta di sms proprio come oggi viene vissuto un amore clandestino . 
Un estratto di conversazioni interminabili che assaporano di proibito e della scoperta i  " di un dito nella cioccolata " .
. Potrebbe sembra una storia  come tante, magari scontata, ma raccontata con il dialogo  di sms diventa originale, intrigante  e coinvolgente.
Carla Colombo


  



costo di copertina : € 8,2o